Ahmadinejad-Hitler, è scontro tra Italia e Iran

Il governo di Teheran protesta per le parole di Berlusconi
sulle minacce a Israele. La replica: "Auspichiamo un approccio
più costruttivo"

Roma - Se il ministero degli Esteri iraniano ci ha messo ben cinque giorni prima di presentare formale protesta alla nostra diplomazia per il discorso pronunciato martedì scorso da Silvio Berlusconi durante un pranzo a Parigi con gli esponenti dell’associazione ebraica Keren Hayesod, la Farnesina non perde tempo e replica a stretto giro. Trasformando quello che era un intervento a porte chiuse - e se una cronista di un’agenzia di stampa non fosse riuscita a intrufolarsi nella sala sarebbe uscito probabilmente un po’ edulcorato - in un vero e proprio scontro diplomatico.

Ma andiamo con ordine. Martedì, dopo essere stato premiato come «Uomo dell’anno» da Keren Hayesod, Berlusconi è piuttosto tranchant sia sull’Iran che sulle ultime sortite del presidente Mahmoud Ahmadinejad. «Credo - dice il premier - che dovremmo avere tutti la massima attenzione nei confronti delle follie di chi, magari solo per ragioni politiche interne, vorrebbe cancellare Israele dalla carta geografica». E subito dopo: «Già una volta c’è stato un tal signore che all’inizio sembrava un democratico e che poi ha fatto quello che ha fatto. E voi purtroppo sapete a chi mi riferisco... ». Insomma, difficile non coglierci un parallelo tra Ahmadinejad (che in più di un’occasione ha predicato la «cancellazione» di Israele) e Adolf Hitler.

Passano cinque giorni e l’Iran presenta rimostranze formali al numero due dell’ambasciata italiana a Teheran Alessandro Monti (l’ambasciatore Alberto Bradanini ancora non si è insediato ufficialmente) definendo le parole di Berlusconi «non degne del popolo italiano e della sua ricca cultura». Di più. Per il portavoce del ministero degli Esteri, Hassan Qashqavi, Berlusconi ha tenuto «un atteggiamento non equilibrato che va oltre le regole protocollari per un capo di governo europeo». Poche ore e arriva la replica della Farnesina. Che di fatto conferma per filo e per segno quanto detto, seppure in via non ufficiale, dal Cavaliere. Il premier, si legge nella nota, «si riferiva alle ripetute dichiarazioni di parte iraniana che hanno messo in dubbio eventi storici acclarati come l’Olocausto e addirittura l’esistenza dello Stato di Israele». D’altra parte la pensa allo stesso modo l’ex presidente iraniano Mohammad Khatami che ieri è tornato a criticare il suo successore definendo i suoi slogan anti israeliani e anti-occidentali «il migliore dei regali per Israele».

Dal governo italiano, dunque, arriva una replica chiara alla diplomazia iraniana. Con la Farnesina che arriva a auspicare che Teheran «assuma un atteggiamento più responsabile in campo internazionale nel rispetto della dignità e del diritto all’esistenza di ogni nazione e di ogni cultura». Posizione, questa, niente affatto nuova visto che è da mesi che il ministro degli Esteri Franco Frattini propone l’adozione di nuove sanzioni Onu contro l’Iran che rifiuta il negoziato sul dossier nucleare. Argomento che potrebbe essere ripreso questa settimana all’assemblea generale delle Nazioni Unite in programma a New York.