Ahmadinejad: "Le risoluzioni dell'Onu sono carta straccia"

Il presidente iraniano: "Non negozieremo sui nostri diritti". Il premier inglese Brown: "Sì a nuove sanzioni, non è esclusa l'opzione militare": La Rice: "L'Iran sfida per la sicurezza Usa" 

Teheran - Le risoluzioni e le sanzioni dell’Onu contro l’Iran sono "carta straccia". Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad rilancia la sfida sul nucleare: "Il cosiddetto dossier del Consiglio di Sicurezza è una pila di fogli senza alcun valore. Possono aggiungere altra carta straccia ogni giorno, visto che non avrà alcun effetto sulla volontà della nazione iraniana". In buona sostanza l'Iran "non negozierà i suoi legittimi diritti, nemmeno centomila di questi pezzi di carta potranno avere alcuna influenza sulle decisioni politiche della nazione iraniana. Non siamo mai stati isolati - ha affermato ancora Ahmadinejad - anzi, siamo riusciti a isolare quei Paesi che usano la forza... Chiunque abbia delle domande o sospetti qualche ambiguità nel nostro programma nucleare, potrà chiedere sinceramente spiegazioni, e noi gliele daremo".

Appoggio a Larijani E oggi nell’aula del Parlamento iraniano è stato letto un documento firmato dalla maggioranza dei deputati in cui si loda l’operato del dimissionario capo negoziatore sul nucleare, Ali Larijani, e si sottolinea la necessità di mantenere "l’unità" nel confronto con la comunità internazionale. Il testo, riferisce l’agenzia Irna, ha ricevuto l’adesione di 168 membri del Parlamento su un totale di 290. Le firme però sono 15 in meno rispetto a quanto dichiarato dai sostenitori dell’iniziativa nei giorni scorsi alle agenzie. I motivi di questo cambiamento non sono stati resi noti. Nel documento si sottolinea che la Guida suprema del Paese, ayatollah Ali Khamenei, ha "l’ultima parola" sulla questione nucleare, ma si loda"l’efficace ruolo" svolto nell’applicazione di queste politiche da Larijani, che si definisce importante "figura rivoluzionaria e politica".

La Rice: Iran più importante sfida per la sicurezza Usa Il programma nucleare iraniano e il sostegno di Teheran al terrorismo rappresentano "probabilmente la più grande sfida per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti". Lo ha detto il Segretario americano di Stato, Condoleezza Rice. 

Brown: "Sì alle sanzioni, non escluso un intervento" Nuove sanzioni imposte all’Iran ne limiterebbero le sue ambizioni nucleari. Lo ha ribadito il primo ministro britannico, Gordon Brown, che si è di nuovo rifiutato di escludere un intervento militare. Michael Meacher, un parlamentare del partito laburista, ha chiesto al capo del governo se era pronto a impegnarsi a non fornire appoggio militare, logistico o politico a un’eventuale azione di guerra contro la repubblica islamica. Ma Brown si è rifiutato. "Credo che dovremo aumentare le nostre sanzioni nelle prossime settimane", ha affermato in Camera dei Comuni il primo ministro, fautore di nuove sanzioni sia da parte delle Nazioni Unite sia dell’Unione Europea, "non escludo nulla, ma dico che ritengo che il percorso diplomatico e le sanzioni stanno entrambi avendo effetto e se rafforzati possono averne anche di più in futuro".