Ahmadinejad scrive al Papa: «Alleiamoci»

da Roma

La «cooperazione tra le differenti religioni» per porre rimedio alle «ingiuste relazioni» che tuttora esistono tra i Paesi del mondo. Trova una chiave spirituale il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad per rivolgersi, in una lettera, al capo della Chiesa cattolica, papa Benedetto XVI. La lettera tuttavia - secondo l'agenzia iraniana Irna - ha per sfondo la crisi nucleare tra Teheran e il Consiglio di sicurezza dell'Onu. E Ratzinger, ricevendo ieri il messaggio dalle mani del ministro degli Esteri e del vicepresidente della repubblica islamica, sembra, seppure indirettamente, farvi riferimento quando risponde con un appello perché «i problemi dei popoli vengano sempre risolti nel dialogo, nella mutua comprensione e nella pace».
Della volontà di Ahmadinejad di scrivere al Papa si era parlato fin dal maggio scorso, quando già in un messaggio al presidente americano George W. Bush (seguito poi da altri ad Angela Merkel, al popolo americano, allo stesso Prodi) aveva usato toni messianici per richiamare i leader della terra all'«adorazione di Dio» e agli «insegnamenti dei profeti».
Da simili argomenti non si discosta la lettera inviata a Benedetto XVI, che secondo quanto ha riferito da Teheran uno dei responsabili stampa della presidenza iraniana, Ehsan Jahandideh, non avrebbe contenuti espressamente «politici». Nel messaggio, Ahamdinejad insiste in particolare sugli «insegnamenti comuni dei profeti e sull’importanza di stabilire delle nuove relazioni politiche e umane sulla base di questi insegnamenti». Sostiene poi che le relazioni «ingiuste che esistono attualmente» tra i paesi nel mondo «hanno bisogno della cooperazione tra le differenti religioni per porvi rimedio».
Tuttavia, secondo l' Irna, al centro del messaggio vi sarebbe «la risoluzione anti Iran» sul nucleare approvata il 23 dicembre scorso «dai leader delle nazioni cristiane al consiglio di sicurezza dell'Onu».
L'atteggiamento della Santa sede è stato esplicitato con una nota della sala stampa, secondo cui «nel corso del colloquio i rappresentanti iraniani hanno espresso al Papa i loro auguri e il compiacimento per i 50 anni di relazioni diplomatiche fra Iran e Santa sede». Per parte sua - prosegue il comunicato - il Papa «ha ricambiato gli auguri» e «riaffermato il ruolo che la Santa sede intende esercitare per la pace nel mondo non come autorità politica, ma religiosa e morale», facendo appello «alle coscienze perché i problemi dei popoli vengano sempre risolti nel dialogo, nella mutua comprensione e nella pace».
A consegnare materialmente la lettera, al termine dell' udienza generale, sono stati, in una saletta attigua all'aula Paolo VI, il ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki e il vicepresidente della Repubblica Esfandiar Rahim-Mashai, giunti appositamente ieri mattina a Roma. Ad accompagnarli era un deputato cristiano, Kevork Vartanian, appartenente alla minoranza armena.
Il presidente Ahmadinejad ha più volte dichiarato nei mesi scorsi il suo «rispetto» per papa Ratzinger, ribadito dopo i chiarimenti sulle parole del pontefice all'università di Ratisbona. Nei giorni scorsi il nunzio apostolico a Teheran, monsignore Angelo Mottola, aveva invece consegnato ad Ahmadinejad il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace, che ha per tema «La persona umana, cuore della pace».