Ahmadinejad sfida Bush: "E' finito"

Il presidente iraniano attacca la Casa Bianca: &quot;Non può farci nemmeno un pizzicotto&quot;. La replica: &quot;Prima la diplomazia, ma tutte le opzioni restano sul tavolo&quot;. Oggi il leader americano sarà in Italia: <strong><a href="/a.pic1?ID=268249">Roma blindata</a></strong><br />

Teheran - Ahmadinejad al contrattacco. Mentre il presidente statunitense, George W. Bush, gira l'Europa promuovendo "una linea rigorosa sul nucleare degli ayatollah", il numero uno iraniano ha puntato il dito contro Washington: "Quando le truppe americane hanno invaso l’Afghanistan e l’Iraq, l’intento degli americani era accerchiare la Repubblica islamica per poi attaccarla". Ma avverte: "Bush non ci può dare nemmeno un pizzicotto.

Il braccio di ferro con gli Usa "Fin dall’inizio l’Iran era il loro obiettivo - ha attaccato il presidente iraniano - ho informazioni precise su un incontro avuto da Bush con i suoi generali durante la sua visita in questa regione (nel gennaio scorso, ndr)". Secondo Ahmadinejad, il presidente Bush "voleva convincerli ad attaccarci, ma loro gli hanno presentato un quadro della situazione che lo ha spaventato a tal punto che poi è scappato in Australia e per due giorni non è riuscito a parlare bene". Ora, secondo Ahmadinejad, il presidente Usa "è tornato a pensarci, ma gli assicuro che non potrà realizzare i suoi sogni".

Il nodo sul nucleare Ahmadinejad ha poi affermato che le minacce dell’Occidente non sono riuscite a fermare il programma nucleare iraniano. "Oggi l’Iran ha conquistato la vittoria e i nemici non possono fare un bel nulla", ha dichiarato in un discorso nella città occidentale di Shahr-e Kurd, trasmesso in diretta tv. All’indomani del monito dell’Ue e di George W. Bush sulla possibilità di nuove sanzioni contro la repubblica islamica, Ahmadinejad ha riaffermato che Teheran non si lascerà piegare: "Hanno tentato con le minacce militari e con le pressioni politiche di distogliervi dal vostro cammino luminoso ma oggi hanno visto che i loro piani sono falliti e la nazioni iraniana si erge sulla sua sommità nucleare". I toni duri del presidente iraniano arrivano alla vigilia della missione che l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Javier Solana, compirà nel fine settimana a Teheran per presentare un nuovo pacchetto di incentivi in cambio della sospensione delle attività di arricchimento dell’uranio.

La "censura sionista" Il presidente iraniano ha detto di avere ricevuto il sostegno di giornalisti, uomini d’affari e docenti che ha incontrato durante il suo viaggio a Roma, il 3 giugno, ma ha aggiunto che essi si sono lamentati di non poter esprimere le loro idee a causa delle pressioni dei "sionisti". Ahmadinejad ha poi detto che erano "800, ansiosi di udire la voce della nazione iraniana", i giornalisti presenti ad una conferenza stampa da lui tenuta dopo il suo intervento al vertice della Fao. "È la prima volta - ha aggiunto - che questo accade nella Storia d’Europa". Il presidente iraniano ha affermato che alcuni di questi giornalisti, "con le lacrime agli occhi", lo hanno avvicinato in seguito, per esprimergli la loro speranza in una "vittoria della nazione iraniana". Ahmadinejad ha detto di avere avuto manifestazioni di sostegno anche dai dirigenti delle aziende italiane da lui incontrati più tardi e da "alcuni docenti universitari" che hanno chiesto di vederlo. "Mi hanno detto che il 70 per cento delle persone mi sostiene - ha sottolineato Ahmadinejad - ma non hanno la possibilità di esprimersi perchè là la propaganda sionista è così pesante che i governi europei non permettono loro di fare sentire le loro voci".

La replica di Bush Per persuadere l’Iran a rinunciare a ogni ambizione nucleare, restano "tutte le opzioni sul tavolo", ha ribadito Bush durante la conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Angela Merkel a Meseberg, nel Castello di Meseberg, residenza governativa tedesca appena fuori Berlino. "La mia prima scelta - ha sottolineato il presidente degli Stati Uniti - è risolvere questo dossier diplomaticamente, ma tutte le opzioni sono sul tavolo". Merkel ha detto da parte sua che i colloqui hanno affrontato "le offerte che stiamo proponendo all’Iran, ma naturalmente anche sul fatto che se l’Iran non le accettasse dovrebbero seguire ulteriori sanzioni". Bush ha aggiunto che prima di tutto "daremo alla diplomazia una possibilità di funzionare" con la repubblica islamica. Se l’Iran non dà risposte sulla questione nucleare, ha sottolineato Merkel, seguiranno delle altre azioni. "Ulteriori sanzioni", ha promesso la "cancelliera", nel caso in cui l’Iran non accetti le nuove offerte sul programma nucleare, confermando così la disponibilità europea ad applicare nuove sanzioni già indicata ieri nel vertice Ue-Usa in Slovenia.