Ai capi di prima fascia gratifiche ad personam

Il primo dubbio che viene leggendo i compensi dei vertici Aran non è se siano alti o bassi, ma se abbiano una qualsiasi giustificazione. Basta leggere infatti quali siano i compiti dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni che l’interrogativo nasce spontaneo. A questo organismo istituito nel 1993 spetta, solo per dirne una, «ogni attività relativa alla negoziazione e definizione dei contratti collettivi del personale dei vari comparti del pubblico impiego, ivi compresa l’interpretazione autentica delle clausole contrattuali e la disciplina delle relazioni sindacali nelle amministrazioni pubbliche». Ma ciò che colpisce di più è quella voce che compare nella striscia riservata ai dirigenti di prima fascia: «Altri assegni ad personam». Non basta infatti che i cinque superquadri intaschino già cifre parecchio superiori ai cinque membri del comitato direttivo (dai 184mila euro ai 176mila i primi contro una media di 107mila euro i secondi). No, per ragioni che on line non è possibile intuire, chi è in prima fascia percepisce altri premi che vanno da un minimo di 3.147 euro a un massimo di 9.344. Cifra non trascurabile ma almeno, speriamo, meritata.