Ai centri sociali vanno i soldi che le associazioni non vedono

(...) presentando un documento che avrebbe fatto in modo che i centri sociali non avessero la possibilità di partecipare alle richieste finanziare previste dal regolamento» racconta il capogruppo della Lega Nord nel consiglio comunale genovese Alessio Piana che nel documento chiedeva che, a coloro che occupano abusivamente immobili di civica proprietà e che godono in maniera illecita dei collegamenti alle reti idriche, elettriche e ad altre utenze, non fossero concesse le sovvenzioni e tutti gli strumenti contenuti nel regolamento approvato la scorsa settimana, «almeno fino a quando tali associazioni non risultassero assegnatarie di un immobile attraverso un bando pubblico e non dimostrassero di pagare con regolarità un canone di affitto e le utenze delle quali sono beneficiari» ha anche specificato nell’ordine del giorno il capogruppo della Lega Nord.
Ma la maggioranza ha detto «no» salvaguardando ruolo e comportamenti dei centri sociali come quelli del Buridda che presto lasceranno la sede occupata di via Bertani e verranno dotati di una collocazione nuova (con tutta probabilità il palazzo dove ha sede l’attuale mercato del pesce di Caricamento) messa a norma con soldi dei contribuenti in barba a quanti rispettano le regole. C’è chi lo considera come l’ennesimo torto perpetrato contro i genovesi che si impegnano in attività di volontariato e magari si vedono sbattere fuori da una sede senza avere più possibilità di esercitare il proprio ruolo come, ma è solo un esempio, la Croce Blu di Castelletto. Un messaggio distorto quello che passerebbe da palazzo Tursi che premia chi si comporta senza osservare le regole.
«In questo modo - conclude il consigliere comunale Alessio Piana -, il Comune di Genova continua a lanciare un messaggio distorto e negativo soprattutto ai giovani, spingendoli a non rispettare le regole e a deridere coloro che ancora cercano di operare nel rispetto della legalità».