Ai clienti delle lucciole 15mila multe

In otto anni sanzioni per 2 milioni di euro Il ricavato per aiutare 470 ex donne di strada

Alla fine, i proventi di quella che i buontemponi i primi tempi chiamavano «caccia al maiale della strada» (e che sembrava aver fatto anche vittime, per così dire, eccellenti) sono stati devoluti a una causa benefica. stiamo parlando dei quasi due milioni di euro incassati in otto anni dall’Amministrazione comunale grazie alle circa 15mila multe che hanno colpito chi è stato colto dai vigili mentre abbordava le lucciole lungo la strada - contravvenendo così a un’ordinanza emanata a Palazzo Marino nel 1998 - sono serviti in gran parte, infatti, a finanziare i progetti, curati dall'Ufficio immigrazione, di protezione e recupero delle donne uscite dal racket della prostituzione.
«In quegli anni - ha detto ieri il vicesindaco Riccardo De Corato, fornendo i dati - il fenomeno aveva assunto in città dimensioni preoccupanti. Firmai così ad agosto, perché il sindaco era in ferie, quell'ordinanza che ha dato risultati positivi: in molte vie infatti la prostituzione si è ridotta sensibilmente, in alcuni casi addirittura scomparsa».
Ora, sempre secondo i dati del Comune, il fenomeno interessa in città una trentina di microaree all'interno delle quali ogni sera agiscono tre pattuglie della polizia municipale. I vigili, grazie all'ordinanza, possono fare multe ai clienti contestando loro infrazioni al codice stradale (sosta occasionale che intralcia la circolazione).
De Corato ha poi annunciato di voler presentare alla Camera lo stesso disegno di legge che, nella scorsa legislatura aveva depositato al Senato per perseguire la prostituzione di strada e favorire invece la nascita di cooperative autogestite controllate periodicamente da Asl e questure. Quindi, attenti a voi, «maiali della strada».