"Ai Giochi con altri? Montano s’accomodi"

Dura la Federazione dopo lo sfogo del livornese che chiede il ritorno del suo maestro, il ct Magro: "Faccia pure il nuovo passaporto. Aldo non deve mancarci di rispetto, altrimenti tanti auguri"

Un campione, non uno qualunque, si chiama Aldo Montano, fate voi, dice: «Se non mi danno il tecnico delle mie brame, prendo un altro passaporto e vado ai Giochi di Londra 2012 sotto un’altra bandiera». Queste le parole pubblicate da Stampa e Repubblica. Ma poi la federazione, nel nome del suo rieletto presidente, gli risponde: «Se Montano pone condizioni di questo genere, cominci pure le pratiche per il nuovo passaporto». E fa botto. Il presidente di cognome fa Scarso ed, in effetti, la risposta pare adeguata al cognome. Aldo Montano non è proprio l’ultimo del gregge, ma un campione che ha dato una smossa all’ambiente: sia nei risultati sia nel modo di farsi conoscere. Ha vinto una medaglia d’oro individuale, ed un argento a squadre, della sciabola ad Atene, è arrivato al bronzo a squadre a Pechino. Ha fatto più lui di tanti altri medagliati/e di valore.

Ma la polemica e il dissenso strisciavano da tempo, ancor prima di Pechino. Ovvero da quando Christian Bauer, il francese allenatore delle sue brame, ha lasciato gli azzurri e il Montano campione, ed è andato ad allenare i cinesi che, con lui, hanno vinto l’oro individuale. Forse Montano non ha visto storto. Anche se ha allungato il tiro su altri problemi: «Mandano gli atleti allo sbaraglio, vedo progetti alla carlona, collegiali dove si gioca a calcetto». Frase, questa, poi rettificata in serata: «Sono stato frainteso, non intendevo dire che durante i raduni giocavamo a calcetto, lo facevamo tra un ritiro e l’altro perchè ci sentivamo abbandonati a noi stessi».

Ma il problema è Bauer, che ha due difetti per la federazione: costa parecchio, molto più dei nostri maestri. In secondo luogo la gestione del generale francese ha lasciato qualche dubbio: troppi atleti rotti, dice il bisbiglio federale, troppi feriti sul campo.

Prima di Pechino, Montano ha cercato di rimettersi in forma e di recuperare il tempo perduto a causa di un infortunio, affidandosi a Victor Sidiak, antico avversario di suo padre. E, per la verità, la federazione ha pagato per due mesi lo stipendio del tecnico. Adesso Aldo è tornato alla carica. Dopo i Giochi vagava nel dubbio: continuo o smetto? Ora il dubbio pare un altro: continuo con l’Italia o cerco altra patria? I tempi sono stretti: un atleta deve ottenere doppio passaporto almeno tre anni prima dell’Olimpiade. Quindi Montano dovrà far tutto entro giugno.

Lui ha lasciato aperto uno spiraglio per continuare con l’Italia, la federazione ha fatto tanto per chiudere anche quello: «Le sue dichiarazioni non appartengono allo stile del nostro movimento. Cosa diversa se, invece, vuole discutere dei problemi nelle sedi opportune». Magro, il ct sotto accusa, ha tagliato corto: «Leggo falsità, Montano non deve mancarci di rispetto. Noi lo aspettiamo al prossimo collegiale, sennò tanti auguri e migliori fortune con un altro paese». Invitante.