«Una via ai martiri in tutte le città genovesi»

Plinio: «In Liguria vivono quasi 12mila esuli Si muova anche la Regione»

Una proposta rivolta a tutti i sindaci della provincia di Genova perché, chi non l’ha ancora fatto, dedichi una via, una piazza, un giardino o comunque un luogo pubblico alla memoria dei martiri delle foibe. La fanno i dirigenti di An e di azione Giivani per non dimenticare gli orrori della violenza titina negli ex territori italiani. E contemporaneamente i consiglieri regionali del partito offrono una nuova possibilità per la maggioranza di centrosinistra che guida la Regione Liguria, in occasione del «Giorno del ricordo», istituito per non dimenticare l’esodo e i soprusi imposti agli italiani dell’Istria e della Dalmazia dalla Jugoslavia comunista di Tito. Gianni Plinio ed Eugenio Minasso hanno infatti presentato una mozione per sostenere la battaglia in favore dei diritti dei profughi italiani, molti dei quali vivono da decenni in Liguria. Il testo riporta rigorosamente i fatti storici avvenuti, dal Trattato di Pace del 1947 in poi, comprese tutte le violazioni alle dichiarazioni dell’Onu.
Ora persino il Consiglio d’Europa ha deciso di vedere chiaro in una storia fatta di troppi momenti oscuri e di troppi abusi da parte della dittatura comunista. L’Unione degli Istriani ha chiesto l’intervento comunitario e l’ha recentemente ottenuto. Il governo italiano ha deciso di appoggiare con una netta presa di posizione la battaglia degli esuli, subordinando il proprio consenso all’ingresso della Croazia (uno degli Stati in cui si è divisa la ex Jugoslavia) nella Ue al risarcimento degli italiani cacciati dai loro paesi.
Plinio e Minasso portano al consiglio regionale ligure proprio questa istanza. L’assemblea di via Fieschi non deve deliberare alcun intervento straordinario, ma semplicemente sottoscrivere un documento che darebbe maggior forza all’azione del governo italiano. Si tratta di un gesto puramente formale, ma assai significativo che dimostrerebbe come il centrosinistra abbia finalmente accettato di superare vecchie posizioni idelogiche e di riconoscere gli abusi commessi dai partigiani comunisti di Tito, oltreché la pari dignità delle vittime di tutte le dittature. «Si tratta di un’iniziativa di concreta solidarietà nei confronti di 350mila esuli, di cui quasi 12mila residenti in Liguria».