Ai piedi della Colonna Infame una montagna di spazzatura

(...) forse della presenza di negozi alla moda, bar e di alcuni interventi di riqualificazione portati avanti dalle istituzioni. Peccato però che la linea di confine che separa il decoro dall'indecenza sia poco più in là, a qualche metro di distanza. Via del Campo, se non fosse per la canzone di Fabrizio De Andrè e per il negozio dedicato al grande cantautore genovese dal compianto Gianni Tassio, sarebbe solo un carruggio come molti altri, abbandonato e dimenticato. Piazza Fossatello è lo spartiacque oltre il quale ci s'imbatte in un netto cambio di scena. Phone center, negozi che vendono prodotti made in China, drogherie dalle quali salgono odori d'incenso, spezie e kebab, i carruggi improvvisamente e drasticamente si trasformano in suk dove, padroni incontrastati, sono gli extracomunitari.
Baluardo di un passato che sembra lentamente sparire, a metà di via del Campo, s'innalza un'imponente fontana che venne fatta costruire dai discendenti di Giulio Cesare Vacchero, con lo scopo di nascondere la colonna che ricorda l'infamia del loro antenato che nel 1628 ordì una congiura contro la Repubblica di Genova. Nessuno osi passare vicino a quella fontana per scoprire cosa si nasconde al di là del muro. Una coppia di tossicodipendenti si sistemano dietro alle impalcature che da tempo abbruttiscono la piazza, alla ricerca di un angolo tranquillo dove farsi una dose. Senza badare a loro un uomo si avvicina alla fontana e la confonde con un orinatoio. Non deve essere il primo ad aver trasformato la secentesca costruzione in una latrina.
La puzza che sale da quella piazza è fortissima e intollerabile. E' sufficiente poi sollevare lo sguardo per vedere la colonna infame, ai cui piedi fanno brutta mostra di sé rifiuti di ogni genere, bombole del gas pericolosamente abbandonate e persino la carcassa di un topo. Alcuni carruggi di Genova stanno diventando inesorabilmente veri e propri gironi infernali dove tutto è lecito, dove la decenza ha ceduto il posto ad uno scandaloso squallore. Il centro storico della Superba non è solo circoscritto a via Garibaldi e San Lorenzo, è molto di più, e comprende anche Via del Campo, la Maddalena, via Prè, la Commenda e molti altri carruggi ormai ricettacolo di polvere e sporcizia. "C'è una profonda disattenzione nei confronti delle cose genovesi - tuona Franco Bampi del Movimento Indipendentista Ligure -. Non esiste una vera politica di rilancio dei carruggi. Ne sono un esempio i Trogoli di Barabino nei giardini Baltimora inaccessibili ai cittadini, o il camminamento del Barbarossa, o ancora il degrado in cui versa la lapide in ricordo del grande violinista Niccolò Paganini. Certi beni della nostra città gli stessi genovesi non sanno più di possederli proprio perché non vengono tutelati. È necessario che le istituzioni organizzino dei percorsi turistici mirati a scoprire le bellezze architettoniche di Genova che versano nel degrado».
La colonna di piazza Vacchero è simbolo d'infamia, ma ai nostri giorni la vergogna dovrebbe far arrossire gli enti locali, che dalla magnificenza dei loro 'palazzi' non hanno il tempo e la voglia di dedicarsi alla salvaguardia di piccoli tesori della storia di Genova. Si narra che 'quando il debole raggio della luna velata da vapori rossastri come il porfido della vasca illumina piazza Vacchero, scaturiscano arcane e inquietanti visioni', già quelle di vagabondi e sbandati che calpestano poco per volta una Genova dimenticata.