Ai rom l’abitazione, ai proprietari le denunce

Non bastano le spese salate pagate ai rom di via Adamoli, non bastano le case assegnate ai nomadi di via dei Pescatori, adesso il Comune obbliga anche i proprietari di case occupate abusivamente da extracomunitari, a ristrutturarle e renderle abitabili. E se mancano acqua e servizi, addirittura li minaccia di denuncia per mancanza delle norme di igiene, indispensabili in appartamenti adibiti ad abitazione. L'inconsueta richiesta o intimazione è stata fatta al proprietario, il marchese Marassi-Parodi, proprietario di alcuni ruderi al quale è stato intimato di ristrutturare il vecchio nucleo abbandonato. La famiglia Parodi fa sapere di avere dato mandato a un pool di architetti di ristrutturare le case, attualmente però occupate da una comunità di rumeni: mandarli via sarà un problema. La stessa cosa capita per un gruppo di case, sempre abbandonate, di proprietà del marchese Giacomo Cattaneo Adorno: anche quelle sono state occupate abusivamente, ma nessuno ha presentato denuncia, e nessuno può mandare via gli inquilini indesiderati.
A lui, di eseguire i lavori non importa nulla anzi, per mezzo dei suoi legali fa sapere di avere messo in vendita la proprietà. L'area, che si estende sulle alture di via Piacenza, in via San Beno, alcuni mesi fa è stata occupata da un gruppo di rom. L'appezzamento è fuori mano e nemmeno i proprietari si sarebbero accorti di questa invasione, ma dopo poco tempo, i componenti di queste famiglie hanno deciso di scendere a valle per mendicare e si è scoperto l'arcano. C'è chi le difende: «Sono persone che vivono nella più assoluta povertà, non fanno male a nessuno e rispettano la gente del posto», precisa Giuseppe Russo, consigliere di Circoscrizione e della maggioranza, ma non è dello stesso parere il marchese Cattaneo Adorno che ha deciso di mettere in vendita l'intero nucleo, né tanto meno il marchese Marassi-Parodi che per eseguire i primi lavori di manutenzione ai muri cadenti, per garantire l'incolumità ai trasgressori, ha già speso migliaia di euro. Domenico Morabito, consigliere d'opposizione, precisa: «La maggior parte degli abitanti della zona ha firmato una petizione per mandare via quelle persone, ha denunciato il fatto alle istituzioni ma incredibilmente, quando sono intervenute le forze dell'ordine, anziché sloggiare gli abusivi, constatavano che non esistevano le condizioni igieniche perché queste persone potessero vivere “dignitosamente” e in seguito il Comune obbligava il padrone di casa, ad eseguire interventi sostanziosi, per migliorare l'esistenza degli intrusi: incredibile!». Anche queste persone usano la tattica degli zingari, ricevuto l'ordine di abbandonare la casa, occupano quella di fianco e in attesa (dopo mesi) del nuovo ordine, prendono di mira la prossima. Un vorticoso gioco che si protrae all'infinito.