Ai tedeschi di E.On i rigassificatori italiani di Endesa

Gli impianti fan parte dell’intesa con Enel e sorgeranno a Livorno e Monfalcone

da Milano

La tedesca E.On si prenderà anche i due rigassificatori che Endesa aveva programmato di costruire in Italia: uno a Livorno, assieme a Iride con una capacità annua di circa 4 miliardi di metri cubi da spartire con i liguri-piemontesi, l’altro nella zona di Monfalcone, con una capacità praticamente doppia. Si tratta, al momento, solo di due progetti, per i quali, però, è già stato avviato da tempo l’iter per le autorizzazioni. Per quello di Livorno, che dovrebbe essere realizzato con una nave attraccata al largo, è praticamente arrivato il via libera definitivo, anche se ci sono difficoltà tecniche per la realizzazione; mentre quello di Monfalcone sta incontrando intoppi burocratici e politici: la vicina Slovenia sta infatti facendo opposizione.
I due rigassificatori rientrano nel «pacchetto» compreso in Endesa Europa che verrà ceduto a E.On in seguito alla «pax iberica» raggiunta con i tedeschi, che ha permesso all’Enel una più facile conquista della spagnola Endesa e nello stesso tempo porterà nelle casse del gruppo elettrico guidato da Fulvio Conti la rispettabile cifra di 10 miliardi di euro.
E.On in Italia verrà così ad avere circa il 75% delle centrali elettriche a ciclo combinato di Endesa più i rigassificatori, anche se ancora da costruire. I due impianti, se verranno realizzati, potranno rivelarsi strategici per lo sviluppo del gruppo tedesco nel nostro Paese. Innanzitutto sono in due posizioni importanti, Nord Ovest e Nord Est, vicini a grandi aree industriali che potranno essere servite dai nuovi impianti. Ma potranno anche alimentare le centrali che oggi fanno capo a Endesa oltre a quella che E.On sta costruendo nel vercellese. Non solo, ma E.On attraverso Ruhrgas, sta tessendo una rete di distribuzione del gas nel Nord Italia, per ora a macchia di leopardo, ma che conta già centinaia di migliaia di clienti, spesso serviti ancora con il nome delle società di distribuzione locali che sono state acquistate.
Da ultimo E.On potrà eventualmente rifornire la Germania meridionale attraverso l’Austria, mentre quella settentrionale sarà servita dal nuovo gasdotto che attraverserà il Baltico e che eviterà i Paesi rivieraschi (Lituania, Lettonia, Estonia) oltre alla Polonia. Scelta che ha fatto infuriare il governo di Varsavia a cui l’intesa russo-tedesca sul gas ha ricordato ben altri accordi (il patto Molotov-Ribbentrop, ndr).
Insomma, l’Enel con Endesa ha conquistato una posizione importante (e di predominio) sul mercato spagnolo, ma E.On ha ottenuto di sbarcare in Italia con un peso (anche se in parte ancora da realizzare) che forse non avrebbe mai osato sperare.