ai veltroniani pentiti

«C’è un vento particolare oggi a Roma che dobbiamo alimentare e far crescere ed è il vento del cambiamento. La gente è stanca della dinastia dei figli di Bettini che hanno fallito la promessa fatta ai romani». Ha iniziato così Gianni Alemanno la sua avventura a candidato sindaco di Roma nel corso della conferenza che ieri mattina al teatro Brancaccio di Roma. «Sono passati quindici anni - ha spiegato Alemanno - ma la struttura di questa città non è ancora cambiata. Sono rimasti gli stessi identici drammatici problemi. Bisogna cambiare, e questo cambiamento deve nascere dalla speranza. Lo dobbiamo dire non solo ai romani elettori di centrodestra ma anche quelli che in passato hanno votato per il centrosinistra: devono farsi un esame di coscienza e chiedersi: “posso ridare Roma in mano a chi ha fallito?”. La risposta è no». Alemanno ha fatto poi cenno alle sue priorità: «Per Roma prevediamo un controllo del territorio, una maggiore sicurezza e la certezza della pena per chi compie reati. Diritti e doveri dei residenti in primo piano. Inoltre ci vogliono risorse, vere e concrete, e impegni seri. I romani pagano più tasse di tutta Italia ricevendo meno servizi. L’abbassamento delle tasse e l’aumento delle risorse sarà possibile innanzitutto con un federalismo fiscale che serve anche a Roma e non solo alle Regioni del Nord. Punteremo inoltre a un marketing territoriale che in una città come Roma non si fa e non è stato fatto perchè qui le uniche attività possibile sono quelle dipinte di rosso. Tutto questo non è casuale, ma deriva da problemi politici».
Ma ieri è stata anche la domenica degli attacchi di Francesco Storace al Pdl («la particolare cura con cui il centrodestra sta selezionando i propri candidati al Senato nel Lazio, nel tentativo di togliere voti a me e non alla sinistra, sortirà un solo risultato: quello di rendere impossibile una sommatoria di voti a un’eventuale votazione di ballottaggio per il sindaco»), della conferma della candidatura a sindaco per l’Udc di Luciano Ciocchetti da parte di Pierferdinando Casini e dei mal di pancia all’interno del Partito socialista per la candidatura a sindaco di Roma di Franco Grillini.