«Aida, cantanti stanchissimi» Stop alle prove

Pochi giorni a sant’Ambrogio e alla Scala è già ora di Aida. Ieri la prova generale, l’ultimo esame prima del gran debutto di giovedì con il temibile giudizio dei loggionisti. Ma l’attesa per la messa in scena di Franco Zeffirelli è già alle stelle. E ieri, all’entrata del teatro, erano in tanti a caccia di un tagliando per poter assistere alla ghiotta anticipazione. Qualcuno addirittura con un cartello sandwich («Cerco un biglietto per la generale»). In sala, alla fine, come da tradizione sono entrati soltanto amici e parenti degli artisti, oltre a musicisti, musicologi, critici e qualche cronista. Al calar del sipario è un trionfo. Per Zeffirelli, ma anche per il maestro Riccardo Chailly, per i cantanti, i musicisti e i ballerini. Zeffirelli, per seguire la sua «creatura», sceglie il palco numero 16 del primo ordine, il terzo a partire dall’ingresso di platea. «Sono contento - dirà alla fine con il sorriso che racconta di una tensione ormai stemperata - di aver fatto qualcosa che resterà nella storia del teatro». Pensa di cambiare qualcosa? E lui indica un blocco lasciato in palco: «Certamente! Ho preso appunti...».
Ma all’inizio della prova qualche apprensione c’era stata: già sabato si mormorava che il tenore principale, Roberto Alagna (Radames), non fosse in perfetta forma con la voce, che forse addirittura non avrebbe cantato alla «generale». Invece era lì al suo posto. Ma nella romanza più celebre («Celeste Aida»), che arriva subito, a freddo e con un micidiale si bemolle, non commette errori. Prolunga però la romanza, ripetendone la fine un’ottava più sotto. Qualche critico mugugna, ma lo stesso Verdi in una lettera al teatro di Parma autorizzò quel finale oggi poco eseguito. Davanti al palco di Zeffirelli passa anche il sovrintendente Stéphane Lissner: «È normale che in un’opera come questa, con le prove tirate così nelle ultime due settimane, i cantanti arrivino stanchi alla generale. Poi però le cose sono andate sempre meglio: visto che splendido terzo atto? Il fatto è che abbiamo tre cast per le parti principali. E l’opera è lunga. Per Verdi e per Wagner, la cosa migliore sarebbe fare due prove generali. Ma sono stanchissimi. Per questo ho deciso che ora, per tre giorni, il teatro per i cantanti resterà chiuso. Stop alle prove. Tutti a riposare in vista della prima».