«Aida» diventa minimalista

È Giuseppe Verdi a dare il «là» alla stagione 2009 del teatro dell’Opera. Un debutto affidato al titolo più popolare e più rappresentato del compositore di Busseto: l’Aida. Unica la firma per la regia, le scene e le luci. Si tratta del texano Robert Wilson che torna a lavorare nella capitale dopo un quarto di secolo e propone al pubblico del teatro Costanzi un’Aida intimista e sobria dove gli elementi visivi fanno da supporto alla musica.
«La prima volta che ho assistito alla rappresentazione di quest’opera - racconta il regista - ero proprio qui in Italia e avevo 17 anni; già da allora ho cominciato a pensare che nell’allestimento qualcosa non funzionasse, che ci fosse troppo, che nonostante la nobiltà della musica il dramma della schiava etiope fosse presentato come un circo».
L’opera, in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni è una produzione del Teatro la Monnaie di Bruxelles in coproduzione con il Royal Opera House Covent Garden di Londra.
Sul podio è atteso il maestro Daniel Oren (nelle ultime quattro recite sostituito da Fabio Mastrangelo), spazio anche all’orchestra, al coro, e al corpo di ballo del teatro Costanzi.
Accattivante la trama: Aida, principessa etiope, è catturata e condotta in schiavitù in Egitto. Radamés, comandante militare, è combattuto nella scelta tra l’amore per Aida e la fedeltà al faraone. E in più Radamés è amato da Amneris, la figlia del Faraone, ma il comandate non ricambia il sentimento della principessa.
A vestire i panni della schiava etiope sarà il soprano cinese Hui He (in alcune repliche protagonista verrà sostituita da Kristin Lewis). Salvatore Licitra (o Piero Giuliacci) interpreta Radamès e Giovanna Casolla (o Anna Smirnova) sarà Amneris.
Reinventati da Jacques Reynaud i costumi minimalisti nei quali predominano i colori egiziani dal verde, al turchese, fino all’ocra e al bronzo; le coreografie, invece, sono affidate al giovanissimo Jonah Boaker.
La prima è prevista per martedì prossimo, nove le repliche successive (il 21 alle 20.30, il 22 alle 20.30, il 23 alle 20.30, il 24 alle 18, il 25 alle 16.30, il 27 alle 20.30, il 28 alle 20.30, il 29 alle 20.30 e il 30 alle 17).
L’opera, basata su un soggetto originale di Auguste Mariette, era stata commissionata a Verdi da Ismail Pasha, kedivè d’Egitto, per celebrare l’apertura del Canale di Suez nel 1869, ma la prima fu ritardata a causa della guerra franco-prussiana. Il debutto, invece, c’è stato il 24 dicembre 1871 alla Khedivial Opera House del Cairo e, un mese e mezzo dopo, la prima italiana è andata in scena alla Scala. L’ultima rappresentazione all’Opera risale alla stagione 2000 con la regia di Mauro Bolognini.