Aids, primo gel vaginale che blocca il contagio

Il gel vaginale "Pro 2000"
sviluppato dalla Indevus si è dimostrato in grado di
proteggere il 30 per cento delle donne dal virus dell’Hiv. E' un passo avanti senza precedenti: finora nessun gel
microbicida si era rivelato efficace. A crearlo il
dottor Salim Abdool Karim

Montreal - Il gel vaginale "Pro 2000" sviluppato dalla Indevus si è dimostrato in grado di proteggere il 30 per cento delle donne dal virus dell’Hiv. Si tratta di un’importante passo avanti perché finora nessun gel microbicida si era rivelato efficace. Ne ha dato notizia il dottor Salim Abdool Karim del Center for the AIDS Program of Research in Sud Africa che ha illustrato i risultati della ricerca alla conferenza internazionale sull’Aids in corso a Montreal. I test su 3mila volontarie hanno dimostrato che il gel ha protetto il 30 per cento di loro.

Una luce di speranza Una luce di speranza nella lotta al’Aids: per la prima volta un gel vaginale si è dimostrato efficace per proteggere le donne dal virus dell’immunodeficenza acquisita. L’annuncio è stato fatto a una conferenza sull’Aids di Montreal. Il sudafricano Salim Abdool Karim, un ricercatore della Columbia University, ha detto che nel gruppo campione di tremila donne che hanno partecipato allo studio il trenta per cento è stata protetto dall’infezione.

I dati della ricerca Una percentuale di successo del 33 per cento sarebbe stata statisticamente significativa: ulteriori dati sono necessari per confermare l’efficacia del gel messo a punto dalla società farmaceutica del Massachusetts Indeveus Pharmaceuticals. Ma "i risultati dello studio sono incoraggianti", ha detto Anthony Fauci, il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), un istituto federale parte del National Institute of Health, che ha finanziato la ricerca in Sud Africa e negli Stati Uniti. L’esperimento è il primo su larga scala condotto su esseri umani che ha dimostrato come un microbicida sia in grado, quando applicato localmente, di prevenire la trasmissione del virus HIV durante un rapporto sessuale tra un uomo e una donna.

I test precedenti Altri test effettuati in passato erano stati deludenti e solo qualche settimana fa, facendo il punto con la sua fondazione dello stato delle ricerche, l’ex boss della Microsoft Bill Gates aveva auspicato la scoperta "di qui a quattro o sei anni di una pillola o un microbicida in grado di proteggere dall’infezione". Karim, lo scienziato che ha coordinato lo studio e che da 15 anni lavora sui microbicidi, ha osservato che li risultati "offrono un barlume di speranza per milioni di donne a rischio, soprattutto giovani donne in Africa, perchè dà il primo segnale che un microbicida può essere in grado di proteggere le donne dal virus dell’Aids".

I numeri dell'Aids Attualmente le donne rappresentono la metà della popolazione mondiale sieropositiva. Nell’Africa subsahariana sono donne il 60 per cento degli adulti contagiati mentre in parecchi paesi dell’Africa meridionale una ragazza è tre volte più a rischio di un coetaneo di ammalarsi di Aids. Per la maggior parte le donne sono esposte all’Aids attraverso un rapporto eterosessuale con un partner infetto, spesso il marito o un compagno fisso. "Non ho niente da offrire quando una donna mi chiede come evitare il contagio. Non posso chiederle di essere fedele, perché lo è. Né posso dirle di usare un preservativo perché vuole avere figli dal marito", ha detto Kerim. Un microbicida efficace potrebbe dare le donne un metodo di prevenzione su cui hanno direttamente controllo: una situazione utile in particolare quando è difficile o impossibile negoziare con il partner l’astinenza dal rapporto o l’uso del preservativo.