Aids, terapia innovativa ridà speranza

La moderna triterapia contro il virus dell'Aids, se praticata a lungo, riduce l'insorgere della patologia nelle persone sieropositive e il numero dei decessi tra i malati dell'86 per cento. È quanto rivela uno studio epidemiologico delle università di Basilea e Bristol (GB). Per ragioni economiche questa cura è tuttavia inaccessibile ai portatori del virus dell'immunodeficienza acquisita (Hiv) nei paesi poveri, la stragrande maggioranza dei pazienti a livello planetario.
Lo studio dei ricercatori elvetici e inglesi, che è pubblicato sull'ultimo numero della rivista medica britannica The Lancet di domani, ha valutato l'effetto della cosiddetta cura antiretrovirale su un campione di oltre 3200 pazienti svizzeri per un periodo di quasi dieci anni. La nuova combinazione di medicinali - che comprende un inibitore dell'Hiv proteasi e due dell'Hiv polimerasi - è infatti disponibile nella Confederazione dal 1996.
Gli autori della ricerca hanno comparato l'evoluzione dell'infezione in pazienti non trattati, in altri che beneficiano di una cura basata sulla combinazione di due sole sostanze e in altri curati con la triterapia. Quest'ultima si è rivelata di gran lunga la più efficace sia per i portatori sani che per i malati. Il suo effetto cresce con la durata del trattamento.