Aig fa scuola: bonus anche da Fannie Mae

Aig fa scuola. Ti ha salvato lo Stato? Usa i miliardi incassati per elargire ricchi bonus ai tuoi dirigenti. Fannie Mae, un’altra miracolata federale, ha messo a punto un piano per pagare ai suoi quattro top manager bonus fino a 610mila dollari ciascuno. Anche Freddie Mac vorrebbe fare lo stesso, ma ancora non si conoscono le cifre. L’annuncio dell’agenzia di rifinanziamento sui mutui arriva mentre lo scandalo dei 160 milioni di dollari pagati ai dirigenti di Aig resta in cima all’agenda di Barack Obama. Manifestato nei giorni scorsi lo sdegno per «l’oltraggio nei confronti dei contribuenti», il presidente Usa deve ora rintuzzare gli attacchi al segretario al Tesoro, Tim Geithner, ovvero colui che dovrebbe incarnare nel suo team il simbolo della lotta alla crisi. Una crisi che l’America sente sulla pelle ogni giorno, certificata ieri dalla decisione della Fed di acquistare treasuries per 300 miliardi di dollari, più altri 750 miliardi di titoli garantiti da mutui. I tassi, inoltre, sono rimasti inchiodati nella forchetta tra 0 e 0,25%.
Provata dalla disoccupazione montante, costretta a rivedere le proprie abitudini di spesa, Main Street assiste con rabbia crescente all’evolversi della vicenda Aig (che secondo Bloomberg intende cedere il grattacielo che ospita il suo quartier generale a New York e un altro palazzo nella parte bassa di Manhattan), mentre tra la gente comune affiorano i primi dubbi sulla capacità di Obama di aprire una nuova era non solo sotto il profilo economico, ma anche da quello etico. Su Geithner, fino a qualche mese fa presidente della Fed di New York, si stanno rovesciando palate di fango. Per il ruolo che ricopriva, è l’accusa, non poteva non sapere dei bonus. A quanti chiedono la testa del ministro, soprattutto dal versante repubblicano, Obama ha risposto con una difesa a tutto campo: «Nessuno sta lavorando come lui - ha detto ieri il presidente - Tim Geithner non ha partecipato alla stesura dei contratti di Aig. Basta con il gioco dello scaricabarile», ha aggiunto il presidente. Obama, solidale con gli americani («Hanno ragione a essere arrabbiati, lo sono anch’io»), ha annunciato un piano che prevede la creazione «di una autorità simile all’Fdic (l’agenzia che garantisce i depositi negli Usa)», in grado di disporre di un potere di maggiore azione sulle società non bancarie.
Dopo la proposta di sovratassare del 60% i bonus Aig, si sta facendo strada l’ipotesi di riscrivere la legge, risalente al periodo della Grande Depressione, che ha consentito alla Fed di procedere al salvataggio senza interpellare il Parlamento e senza dunque prevedere condizioni che impedissero o limitassero i bonus. Ieri, tra l’altro, il numero uno di Aig, Edward Liddy, è stato sottoposto dal Congresso a un vero e proprio interrogatorio. Liddy, teso e nervoso ha rivelato di aver chiesto ai dirigenti che hanno ricevuto i bonus di restituirne la metà allo Stato.