Air France-Alitalia, prove di avvicinamento

Il presidente Maurizio Prato ha già avviato incontri informali con i candidati della prima fase

da Milano

«Se saremo contattati, ascolteremo». Sempre estremamente cauta Air France nei confronti di Alitalia. Ieri queste parole sono state pronunciate dal direttore generale di Air France-Klm Pierre-Henri Gourgeon. In confronto alle consuete dichiarazioni (del tipo: «a queste condizioni non c’interessa», «valuteremo solo dopo il risanamento») si avverte già una pallidissima apertura. La prudenza è dovuta anche al fatto che Alitalia scotta: il giorno in cui il presidente della compagnia parigina, Jean Cyril Spinetta, lasciò trapelare un interesse più concreto, il titolo di Air France precipitò del 6% alla Borsa di Parigi. D’un botto.
La fase apertasi dopo l’ingloriosa chiusura della gara del Tesoro vede comunque Air France in una posizione avvantaggiata, simmetrica rispetto al calo di probabilità del «mancato acquirente» Air One: il governo, con la nomina al vertice della compagnia di Maurizio Prato ha fatto un passo indietro, delegando a lui i contatti per l’individuazione di un partner. Se buona parte della forza di Carlo Toto veniva dalle sue frequentazioni in casa Ds, oggi questo elemento appare meno determinante; d’altro canto Prato è vicino al presidente del Consiglio, Romano Prodi, al quale la soluzione Air France è sempre piaciuta. Prato conosce bene la compagnia, non si considera un presidente e ad di passaggio, ha esordito bene incontrando innanzitutto i sindacati, e intende lavorare alla concreta soluzione dei problemi (societari e industriali) sul tappeto.
La sua agenda è vuota soltanto la prossima settimana: comprensibile. Ma già nei giorni scorsi egli ha avviato incontri (per ora del tutto informali) con alcuni dei candidati della prima ora; scambi di vedute, ricognizioni, nulla di più. Saranno formalizzati dopo l’approvazione del piano. Anche con Air France - rivelano fonti informate - ci sono stati e ci sono contatti tra manager e incontri segreti ad alto livello; che non sono mai mancati, grazie anche alla «copertura» di una consolidata partnership commerciale e di uno scambio azionario mai venuto meno. Ma le indiscrezioni si spingono oltre: il piano industriale in corso di elaborazione, quello che arriverà sul tavolo del cda di Alitalia il 30 agosto, è frutto di un lavoro comune con Air France, si tratterà di un documento dalle linee strategiche «condivise», anche se dietro le quinte. Le dichiarazioni sono dunque solo di facciata; si sa per esempio con certezza che nelle ultime settimane della gestione Cimoli (febbraio 2007), Alitalia e Air France stavano trattando molto concretamente un’operazione aggregativa. Anzi, mai prima di quel momento erano state così vicine.
Candidati comunque non mancano e non mancheranno. Ieri il presidente dell’Unione piloti, Massimo Notaro, ha detto che al dossier Alitalia sono interessati «oltre a Tpg e Matlin Patterson, un fondo cinese e un fondo dell’area Pacifico». Lo registriamo per pura cronaca. In Borsa il titolo non si è scomposto, cedendo lo 0,7%.
L’occasione della dichiarazione di Pierre-Henri Gourgeon sono stati i risultati trimestrali di Air France-Klm: la compagnia ha annunciato un aumento dell’1% degli utili operativi nel primo quarto dell’esercizio (che si conclude a giugno), al di sotto delle attese degli analisti. L’utile netto del gruppo è salito a 415 milioni di euro, dai 244 milioni dell’anno precedente (più 70%), mentre il fatturato è salito del 2,5% a 5,945 miliardi di euro. Gli analisti si aspettavano utili operativi di 420 milioni e un fatturato di 5,957 miliardi.
Positivi anche i dati diffusi ieri da Lufthansa - l’altro possibile pretendente per Alitalia - che nel mese di luglio ha trasportato circa 6,4 milioni di passeggeri, il 5,4% in più rispetto al mese precedente. Le cifre comprendono, per la prima volta, il consolidamento completo della controllata Swiss e sono pertanto difficilmente comparabili, in diversi settori, all’anno precedente.