«Con Air France Alitalia tornerà a volare alto»

nostro inviato a Roissy

«La nostra prima mossa sarà riportare Alitalia alla profittabilità». Il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, ha confermato le intenzioni del vettore francese qualora si aggiudicasse la gara per la privatizzazione nel corso di un incontro nel quartier generale di Roissy.
Il progetto si dipanerà su un doppio binario: quello finanziario e quello industriale. Per quanto riguarda la prima parte sono previste tre fasi. In primo luogo, il lancio di un’offerta pubblica di scambio (Ops). Spinetta non si è sbilanciato sull'entità del concambio ma è probabile che la valorizzazione non si discosti molto dai rumor relativi all’ipotesi Opa, ovvero 0,35 euro ad azione (una valorizzazione complessiva di circa 485 milioni).
«È la stessa formula utilizzata con Klm - ha detto - e a luglio dell’anno scorso chi ha creduto in noi si è ritrovato con titoli che valevano 4 volte di più rispetto alla fusione del 2003». Alitalia sarebbe controllata dalla holding Air France-Klm, ma non sono stati forniti dettagli né sul delisting né sull’ingresso in cda del Tesoro italiano, nel caso optasse per Parigi.
In seconda battuta, si procederebbe a un aumento di capitale non inferiore a 750 milioni propedeutico al rilancio del brand. Infine è previsto un buy-back alla pari dell’obbligazione convertibile «Alitalia 7,5% 2010» emessa nel 2002 e dell’importo di 715 milioni dei quali oltre il 60% è detenuto dallo Stato italiano. A conti fatti, si tratta di un impegno di poco inferiore ai 2 miliardi di euro se le cifre fossero quelle ipotizzate fin qui. «Chi spenderebbe tutti questi soldi per uccidere una compagnia?», la domanda retorica di Spinetta.
Capitolo industriale: smentite le indiscrezioni sui tagli. «Potrebbe non essere necessario andare oltre quanto annunciato dal presidente Prato - ha spiegato Spinetta - ovvero 1.000 tagli su Alitalia Fly e Volare o 1.700 al massimo se Volare non dovesse essere ricompresa». Riferimento al contenzioso legale sulla compagnia low cost rilevata dal vettore italiano: il Consiglio di Stato ha di fatto confermato lo stato delle cose, ma un ricorso di Air One alla magistratura ordinaria potrebbe allungare i tempi.
La nota dolente resta Malpensa che verrebbe ridimensionata. «Il governatore Formigoni mi ha convinto del fatto che la Lombardia ha bisogno di un aeroporto efficiente, ma Malpensa non lo è perché Alitalia lì perde oltre 200 milioni all’anno», ha commentato. Perciò sarà ridefinito tutto il marketing perché «solo il 30% della clientela business italiana sceglie Alitalia» e si punterà su Fiumicino perché centrale e poi «in nessun Paese ci sono due hub». Dal 2010, col ritorno agli utili, si procederà all’acquisto di nuovi aerei. Inizialmente si ammodernerà la flotta mettendo a riposo i velivoli vecchi che consumano più carburante.
Infine si punterà sulle sinergie dell’alleanza Sky Team: «Se Alitalia uscisse ci vorrebbero 2-3 anni per tornare all’utile e poi con Air One ci sarebbero problemi antitrust in Italia». Nessun accenno alla politica e alla prossima visita del presidente Sarkozy in Italia anche se lo Stato (che ha il 18% di Air France) è informato e approva.
Intanto Ap Holding con i suoi advisor sta limando il piano: si prevede lo sviluppo di una grande alleanza internazionale, il recupero della leadership in Italia e l’ammodernamento della flotta. La «cordata Baldassarre» invece fa sapere che la sua offerta è «la più vantaggiosa»