Air France sul dossier Alitalia: «Ci teniamo pronti a un’offerta»

Sempre più esplicito l’interesse di Parigi Lettera dei sindacati: decida Prodi

da Milano

Air France è sempre più vicina ad Alitalia. Il lavoro dei manager delle due compagnie resta coperto da una coltre di riservatezza, ma nelle occasioni ufficiali i vertici di Parigi ormai non fanno mistero, pur con cautela, dell’interesse per la compagnia italiana. Air France-Klm «segue il dossier» Alitalia (meno 0,99% in Borsa) e auspica che il vettore italiano «adotti le misure necessarie a risanare i suoi conti». Lo ha affermato ieri il direttore commerciale della compagnia franco-olandese, Christian Boireau, durante una conferenza stampa. «Per ora siamo sempre in una situazione di attesa - ha precisato -. È un dossier che seguiamo da vicino in modo da essere pronti a fare proposte: al momento non ne abbiamo fatte». Non si tratta di una contraddizione, ma semmai di un’evoluzione di quanto sempre affermato dal presidente della compagnia francese, Jean Ciryl Spinetta, che ha costantemente ripetuto: entreremo nell’ottica di acquisire Alitalia quando sarà risanata.
«Il nostro auspicio - ha detto ieri Boireau - è che Alitalia adotti le misure sufficienti e necessarie a risanare i conti. Al di là di questo, andremmo eventualmente oltre il giorno in cui ci sarà un business plan che assicurerà sinergie sufficienti agli azionisti». Il piano industriale di Maurizio Prato, con dolorosi tagli a network e flotta, va in questa direzione (e non a caso si ritiene che sia stato concordato con Parigi).
Da parte sua, il responsabile finanziario di Air France Klm, Philippe Calavia ha precisato che, sebbene un consolidamento del settore aereo sia necessario, Air France-Klm valuterà un’acquisizione solo se sarà compatibile con il suo obiettivo di un ritorno sull’investimento (Roi) dopo le imposte dell’8,5% entro il 2009-2010. In questa chiave va letto l’interesse, ormai manifesto, per i due dossier aeronautici europei aperti: Alitalia e la spagnola Iberia.
Dalla Magliana sono arrivati ieri, come ogni fine mese, i dati sull’indebitamento netto, che alla fine di agosto è peggiorato di 55milioni (5,2%) portandosi a 1,105 miliardi. Sintomo della continua erosione di risorse provocata da un business poco competitivo, più grave vista l’ottima stagionalità di agosto, uno dei mesi più ricchi dell’anno. In calo anche le disponibilità a breve (522 milioni contro 592, mentre i crediti finanziari a breve sono pari a 592 milioni da 618): i 12 mesi di sopravvivenza indicati da Prato per la compagnia sembrano, alla luce di questi dati, frutto di una visione ottimistica. In ogni caso, si tratta di un’astrazione, poichè il nuovo acquirente arriverà prima.
Ieri i sindacati hanno mostrato ancora una volta le loro divisioni: otto sigle hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio auspicando il suo intervento e sostenendo la necessità di un’alleanza industriale forte. Non l’hanno firmata Uil e Anpac. Le 8 sigle protestano anche per la decisione dell’azienda di disdire i contratti in scadenza.