Air France tratta, il sindacato non si fida

Il gruppo disposto ad "assorbire" 180 piloti in tre anni e alcune attività di terra a
Fiumicino. Spinetta più conciliante ora promette: &quot;Nessuno sarà lasciato per strada&quot;. Domani il nuovo piano. Il documento sarà di nuovo sottoposto alle nove sigle. Piloti scettici e il Tesoro cambia idea. Castelli: <a href="/a.pic1?ID=250276" target="_blank"><strong>&quot;La frenata di Parigi? Merito di Berlusconi&quot;</strong></a>

da Roma

«Nessun lavoratore di Alitalia sarà lasciato per strada». Il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, ha utilizzato toni concilianti nel lungo incontro di ieri con le nove sigle sindacali. Oltre sei ore di confronto nel corso delle quali ognuno dei rappresentanti è intervenuto per ben due volte.
Anzi, ha fatto ancora di più preannunciando la presentazione entro domani sera di un’ipotesi di accordo quadro «solido, molto preciso e molto dettagliato». Lo scopo è trovare una «soluzione appropriata» per ciascuno dei 2.100 esuberi previsti dal piano franco-olandese (1.600 nelle attività di volo e 500 nei servizi). La nuova proposta sarà formalizzata al termine del cda di Air France di domani.
L’atteggiamento dialogante di Spinetta è corroborato da alcune aperture che potrebbero contribuire a rendere meno «indigeste» ai sindacati le profferte francesi. In primo luogo, secondo quanto trapelato, «180 giovani piloti su base volontaria possono passare a lavorare con noi, e possono contare velocemente su opportunità di carriera», avrebbe detto Spinetta. La soluzione prospettata, ovvero il trasferimento di 60 piloti l’anno nel periodo 2008-2010, consentirebbe di ridurre gli esuberi previsti nel settore cargo che dovrebbe cessare le proprie attività a fine 2010.
In secondo luogo, sarebbe previsto un ammorbidimento anche nel settore dei servizi. In particolare per quanto riguarda Alitalia Airport. Le attività di handling e di manutenzione leggera dell’aeroporto di Fiumicino potrebbero essere ricomprese all’interno del perimetro aziendale. Spinetta, riferisce un partecipante all’incontro, avrebbe poi accennato alla possibilità di rimodulare anche gli esuberi degli assistenti di volo. Ma, ovviamente, nessuna cifra è stata fornita e i sindacati perciò attendono il documento per sedersi nuovamente attorno a un tavolo venerdì (ancora la convocazione non è stata ufficializzata né tantomeno la presenza di Spinetta).
Due punti a loro favore, però, le organizzazioni sindacali sembrano averli segnati. Innanzitutto, il presidente e amministratore delegato di Air France-Klm ha abbandonato la politica del «prendere o lasciare» per aprire una vera trattativa. «È partito il confronto», ha commentato il segretario generale Uil Trasporti, Giuseppe Caronia, ma «il 31 marzo come termine ultimo per trattare è una proposta irricevibile anche se siamo consapevoli che Air France sia intenzionata a investire un miliardo in Alitalia e farla rimanere un vettore internazionale». Secondo il sindacalista «se la liquidità si esaurisse, sarebbe necessario un prestito-ponte da parte del governo».
Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, anch’egli presente all’incontro, ha spiegato che è possibile portare avanti il confronto «se si individuano percorsi condivisi sui temi fondamentali», ma che il Tesoro, azionista di maggioranza, è contrario a protrarre le trattative. Contrarietà smentita in serata e dopo un incontro pomeridiano tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. «Ove il cda di Alitalia (in agenda oggi, ndr) ritenesse opportuno modificare la data del 31 marzo nell’interesse dell’azienda, il ministero ne prenderebbe atto», hanno fatto sapere da via XX Settembre.
La questione, quindi, ruota tutta intorno agli approfondimenti che ciascuna delle nove sigle riterrà opportuni. E se Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl e Anpac intendono «giudicare nel merito» e «accettare la sfida di Air France», molto più prudente è l’Unione piloti che ritiene le posizioni «ancora molto distanti» visto che «non c’è certezza della sopravvivenza di Alitalia dopo il 2010». Inoltre i possibili trasferimenti su base volontaria sono adatti ai pochi «giovani» con una limitata anzianità di servizio. Non promettono bene neanche le dimostrazioni dei dipendenti della controllata Atitech che ieri hanno organizzato un sit in e un’assemblea permanente proprio davanti alla sede della Magliana. Spinetta non ha perso né l’aplomb né l’ottimismo: «Credo nelle possibilità di crescita per Alitalia, se così non fosse, non ci scommetterei un solo centesimo».
Sul fronte politico, invece, c’è da registrare una nuova presa di posizione di Gianfranco Fini (Pdl): «A me non interessa chi compra Alitalia, a me interessa che continui a volare». Il segretario del Pd, Walter Veltroni, invece, ha criticato non solo l’annuncio dell’avversario Berlusconi sulla possibile formazione di una cordata italiana («semplicemente un appello», ha precisato il portavoce dell’ex premier Paolo Bonaiuti) ma anche le valutazioni divergenti tra i ministri del governo Prodi. «Non mi piacciono le valutazioni diverse, dovrebbero avere una posizione unitaria», ha detto riferendosi a Bianchi, Di Pietro e Bonino e preoccupandosi per un suo eventuale futuro a Palazzo Chigi.