Air One cerca un alleato forte per Alitalia

Il silenzio del presidente Bazoli, le incertezze politiche e la prossima partita sulle Generali

da Roma

«Il nostro piano renderà Alitalia una delle aziende più appetibili per una forte partnership internazionale, alleanza su cui stiamo lavorando». Il presidente di Air One, Carlo Toto, ieri ha voluto riprendersi la scena dopo che il suo concorrente Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France-Klm, ha scoperto le carte sull’offerta transalpina.
Ed è proprio il capitolo dell’alleato estero quello sul quale Toto sta puntando per volgere a suo favore la partita, già da domani, quando il cda di Alitalia dovrebbe esprimere il proprio gradimento indicando il partner con il quale trattare in esclusiva. Ciò che finora ha convinto meno della proposta di Ap Holding che può contare su Intesa Sanpaolo, Nomura, Morgan Stanley e Goldman Sachs non è solo il centesimo offerto per ogni azione Alitalia. Tanto il presidente Prato quanto il governo sono rimasti impressionati negativamente dalla caratterizzazione quasi esclusivamente finanziaria dell’operazione.
Certo, Ap Holding ha promesso che conserverà i due hub di Fiumicino e Malpensa, ha ordinato 90 nuovi Airbus A320 e ha venti ordini fermi per aerei di lungo raggio. «Investiremo da subito 4,3 miliardi (300 milioni in più dei 4 miliardi dichiarati in precedenza; ndr) per riportare in equilibrio la nuova Alitalia che diventerà da subito il quarto vettore europeo», ha aggiunto Toto. Ma per contrastare Air France-Klm a tutto campo serve un aiuto. Non è impensabile che Air One e i suoi advisor stiano bussando alla porta del loro alleato storico, la tedesca Lufthansa che ha rinunciato alla gara per non sostenere da sola lo sforzo per Alitalia.
Qualche miliardo di euro di spesa, aveva spiegato il presidente Mayrhuber, avrebbe danneggiato il rating di Lufthansa. Discorso diverso si potrebbe invece fare con qualche centinaio di milioni necessari a rilevare una partecipazione in Ap Holding la cui valutazione dovrebbe avvicinarsi al miliardo di euro.
Intanto Spinetta anche ieri ha ribadito che «Alitalia insieme ad Air France sarà in grado di sviluppare la sua identità riconquistando la sua presenza internazionale». Un chiaro riferimento alle rotte per la Cina che potrebbero trovare in Italia l’hub di riferimento. Il vettore francese punta a tagliare un massimo di 1.700 dipendenti e a realizzare il rilancio finanziario in tre fasi: Ops, aumento di capitale e buy-back del bond convertibile alla pari con un impegno vicino ai 2 miliardi. Il presidente del Consiglio Prodi è chiaramente favorevole alla proposta ma dovrà scontrarsi col partito pro Air One che ogni giorno si assottiglia sempre più. Oggi i sindacati protesteranno dinanzi a Palazzo Chigi dove non è escluso un vertice dei ministri sul caso Alitalia.