Air One e Air France a duello per Alitalia

Tre le offerte: oltre ai due favoriti c’è anche Baldassarre. Lufthansa si ritira per paura di vedersi abbassare il rating

Roma - Tre offerte erano previste per Alitalia e tre offerte sono giunte sul tavolo del cda presieduto da Maurizio Prato. Ma non sono quelle che ci si aspettava all’inizio: è uscita dalla porta la tedesca Lufthansa ed è rientrata dalla finestra la cordata guidata dall’ex presidente della Corte Costituzionale e della Rai, Antonio Baldassarre, formalmente esclusa dai giochi a novembre.

Il consiglio di amministrazione di Alitalia ha così preso atto ieri sera delle tre proposte non vincolanti presentate all’advisor Citi. I consulenti della società (c’è anche Roland Berger) ora dovranno valutare i tre progetti e la prossima settimana in una nuova riunione del cda sarà individuato il concorrente con il quale si avvierà la trattativa in esclusiva.

L’«Alitalia-day» si è aperto con una sorpresa. La tedesca Lufthansa, uno dei candidati dato per sicuro partecipante alla vigilia, ha infatti fatto sapere che non avrebbe presentato la propria offerta. I fattori negativi hanno prevalso su quelli positivi. Il rischio di un abbassamento della valutazione da parte delle agenzie di rating ha pesato più della possibilità di mettere mano sugli slot di Alitalia allargando ulteriormente il mercato della compagnia tedesca.
Nonostante la spaccatura del consiglio di amministrazione di Francoforte, il numero uno della compagnia, Wolfgang Mayrhuber, non ha chiuso tutte le porte nei confronti del gruppo italiano, considerato che è partner di Air One, in prima fila per l’acquisizione.

Sempre in mattinata, Air France-Klm ha fatto sapere che avrebbe giocato un chip sul tavolo della Magliana. Obiettivo del gruppo franco-olandese è inserire Alitalia nella propria rete assistendola nella riconquista della leadership domestica e puntando soprattutto sull’hub di Fiumicino che diventerebbe il terzo polo dopo la francese Roissy e l’olandese Schiphol. L’eventuale presentazione di un’offerta per il vettore italiano, ha precisato Parigi, non comporterebbe uno squilibrio economico-finanziario. A tal propositivo è stato confermato il target di un ritorno sul capitale investito (Roce) dell’8,5% alla fine dell’esercizio 2009-2010 (Air France-Klm chiude il bilancio a marzo; ndr).

Nel pomeriggio, invece, è giunta la conferma della proposta di Ap Holding, la conglomerata di Carlo Toto che controlla Air One. Affiancata da quattro istituti bancari (Intesa Sanpaolo, Goldman Sachs che è anche advisor finanziario, Morgan Stanley e Nomura). Le linee del piano quinquennale 2008-2012 che si intende predisporre sono molto ambiziose: diventare il quarto vettore europeo raggiungendo il pareggio di bilancio nel 2009 e l’utile già dal 2010. Un miracolo, considerati i conti disastrati di Alitalia.

Ap Holding si è impegnata a un investimento complessivo di 4 miliardi di euro dei quali la maggior parte sarà destinata all’acquisto di Airbus A320 per il rafforzamento della flotta di medio raggio. La compagnia sarà affidata a un «management, stabile, autorevole e di profilo internazionale». Come ha detto Carlo Toto «la compagnia di bandiera è un asset irrinunciabile per il nostro Paese».

I dettagli sull’organizzazione finanziaria della cordata non sono stati resi noti, ma bisogna ricordare che Intesa Sanpaolo detiene già in pegno il 35% di Ap Holding a garanzia di un finanziamento a una controllata. I partner bancari potrebbero comunque sistemarsi anche a un livello intermedio. «Si tratta di un progetto che, se accolto, porterebbe alla creazione di un’azienda di successo», ha commentato il ceo di Intesa Corardo Passera.

È rientrata infine in gioco la cordata Baldassarre, esclusa in un primo momento. La diffida giunta dall’ex presidente della Consulta e il timore della spada di Damocle di un contenzioso sulla procedura di vendita hanno prudentemente suggerito di valutare anche questa proposta. Dell’ultima consorzio in gara fanno parte le italiane Engineering, Aermar e Viaggi del Ventaglio, la svizzera Ubs, l’africana Safna e l’israeliana Mitvach Shamir.

L’ipotesi maggiormente percorribile per l’acquisizione resta sempre quella dell’aumento di capitale a un prezzo scontato con rinuncia all’opzione da parte del Tesoro che ha il 49% di Alitalia. In Borsa ieri hanno festeggiato tutti: stabile Lufthansa (+0,38%) per lo scampato pericolo, in rialzo Air France (+2,4%9 in prospettiva-sconto e Alitalia (+3%) perché i compratori, tutto sommato, ci sono.