Gli Air scendono alla profondità giusta e affondano nel mare dei sensi

Poi, zac!, c’è un bacio, un bacio saffico, sì proprio così, d’improvviso quelle due ballerine si baciano dolcemente le labbra e sinuosamente, ballando, s’attorciliano in una danza infinita. C’è modo e modo di spiegare musica e questo è quello senza troppa malizia perché rispetta le note, non le violenta. Gli Air, si sa, sono eterei e liquidi e rarefatti e allora nel video di Mer du Japon (dal cd Pocket symphony) vanno fin giù al fondo dei sensi, si lasciano cullare dalle correnti e le attraversano con i loro ghirigori di tastiere, di vocine, di ritmi educati che le due ballerine giapponesi trasformano in movimenti sincronizzati ma non sincronici, in passi d’amore che il corteggiamento guardingo rende sempre più stretti, sempre più serrati finché le labbra si fondono nel momento perfetto perché nessuno lo aspetta. Certe volte bisogna girare video kolossal perché non c’è nulla da sceneggiare. Altre volte bastano le sensazioni a fare la sceneggiatura. Come qui.

AIR - Mer du Japon (Virgin)