Airbus, Bae tratta per cedere a Eads il 20% del capitale

Al gruppo franco-tedesco il controllo totale della società. Scajola: Finmeccanica verso la firma di due accordi con la Russia nel settore delle tlc

Andrea Nativi

da Milano

La società britannica Bae Systems ha ufficialmente annunciato di aver iniziato trattative con Eads per la vendita del 20% che detiene nel capitale di Airbus. Con questa mossa il grande gioco che sta coinvolgendo tutti i principali protagonisti dell'industria aerospaziale e della difesa europea, compresa Finmeccanica, subisce una nuova accelerazione. Bae può sperare di ottenere tra 4 e 6 miliardi di euro, perché Airbus vola con il vento in poppa. È il momento giusto per vendere. Del resto per lo stesso motivo gli azionisti del gruppo franco-tedesco Eads, Lagardère e DaimlerChrysler hanno deciso di vendere il 7,5% a testa di Eads, che è ai massimi proprio perché Eads controlla già l'80% di Airbus.
Eads ha accantonato munizioni finanziare (3,5 miliardi di euro) per poter trattare l'opzione di acquisto che ha sulla quota di Airbus in mano a Bae. E ha già detto che intende mantenere il 100% del capitale di Airbus, senza ammettere nuovi soci.
Per il colosso britannico la vendita porterà due risultati: ridurre ancora la presenza nel settore civile e ottenere risorse finanziarie fresche per continuare a crescere nel core business, acquisendo magari nuove attività negli Usa, dove già produce il 35% del suo fatturato.
Una strategia analoga la sta perseguendo anche Finmeccanica, con il ridimensionamento della presenza nel civile, nei limiti consentiti dalle scelte politiche, ed una presenza nel mercato statunitense crescente, senza però trascurare lo scacchiere europeo o le opportunità in altri mercati: giusto ieri il ministro Claudio Scajola ha annunciato che la prossima settimana saranno firmati gli accordi con la Russia per il sistema di telecomunicazioni Tetra di Selex Comunications e l'ingresso di Alenia Aeronautica nel braccio civile di Sukhoi.
Va anche considerato che quello che Washington consente alla britannica Bae, per legami storici e politici che nulla hanno a che vedere con i meriti industriali, non sarebbe permesso a nessuna altra azienda europea. Pier Francesco Guarguaglini, numero uno di Finmeccanica, ha certamente ottime opportunità di aumentare la presenza negli Usa, ma a differenza di Bae non può dimenticare l'Europa. E in questo senso un accordo nell'elettronica della difesa con Thales, per quanto difficilissimo perché le due società sono nemiche giurate in moltissimi settori, pur avendo anche collaborazioni, consentirebbe una crescita orizzontale impossibile negli Usa. A Thales un accordo con Finmeccanica offrirebbe non solo la possibilità di dominare i principali mercati europei, ma anche quella di «sdoganare» il made in France elettronico militare negli Usa.
I giochi però sono tutt'altro che fatti. Eads non vuole restare alla finestra, e tornerà a fare avances su Thales, ma allo stesso tempo parlerà con Finmeccanica.