Airbus ritenta la sfida alla Boeing

Finmeccanica protagonista con il nuovo piano elicotteristico. Il «nodo» delle alleanze

Andrea Nativi

da Farnborough

Si apre oggi la 45ª edizione del Salone aerospaziale di Farnborough, in Inghilterra, tradizionale appuntamento per l’industria mondiale del settore e che vede tra i protagonisti anche l’industria aerospaziale italiana, guidata da Finmeccanica. Del resto per il gruppo di Pierfrancesco Guarguaglini la Gran Bretagna sta diventando sempre più importante, soprattutto per quanto riguarda il business militare.
La società italiana, dopo aver acquistato attività elettroniche da Bae Systems ed elicotteristiche da Gkn, è tra i primi fornitori del ministero della Difesa inglese, impiega nel Paese oltre 9mila dipendenti e genera una quota crescente di fatturato e ordini. Quella di Finmeccanica è stata una scelta strategica lungimirante sia perché il mercato della Difesa britannico è il più importante in Europa, sia per gli importanti contratti che la società ha ottenuto e continua a raccogliere. Per Finmeccanica la Gran Bretagna è davvero il secondo mercato «domestico» dopo quello italiano e rappresenta anche un trampolino per crescere Oltreoceano. E per simboleggiare questa realtà, Finmeccanica ha un grande padiglione indipendente con elicotteri, aerei, radar, sistemi elettronici.
Non ci si aspettano sostanziali novità, se non di prodotto, come il probabile lancio di un nuovo programma elicotteristico e il battesimo europeo del progetto del jet da trasporto regionale Rrj sviluppato insieme a soci russi e francesi. Ma sicuramente si continuerà a parlare anche di alleanze, perché qualche esponente politico della maggioranza si ostina a cercare di sponsorizzare una improbabile strategia più filoeuropea, il che ha come avvicinamento Airbus e Eads, nonostante quel modello industriale abbia mostrato ancora recentemente gravi problemi gestionali e di governance. Indubbiamente è possibile che Finmeccanica rinforzi le collaborazioni con Eads/Airbus. Le discussioni continuano, con andamento altalenante, da tempo e su vari fronti, ma non c’è alcun bisogno di alleanze strutturali o di interventi sul capitale, che comunque non sono stati offerti dalla controparte.
Sarà comunque Airbus a catalizzare l’attenzione degli addetti ai lavori, che attendono di ascoltare dal nuovo numero uno della società, il francese Christian Streiff, una serie di annunci, relativi alla soluzione decisa per rimettere sui binari il programma del super aereo A380, afflitto da gravi ritardi e, soprattutto, la formula di rilancio per il bimotore a lungo raggio A350/A370. Difficile in realtà che Streiff, al lavoro solo da poche settimane, sia già in grado di dare il via al progetto, ma le compagnie aeree vogliono soluzioni e tempi certi, altrimenti continueranno a privilegiare il prodotto concorrente, il Boeing B787, che sta macinando ordini.