Airbus, trovati i primi corpi A bordo ci furono 24 avarie

ParigiDue corpi maschili. Questo il primo ritrovamento attribuibile con certezza al volo Air France 447, tragicamente terminato nella notte tra domenica e lunedì nelle acque dell’Atlantico. Uno dei corpi ritrovati era ancora legato con la cintura di sicurezza al sedile. Addosso all’uomo il biglietto che ha permesso di capire che si trattava proprio di un passeggero del volo AF447. La polizia brasiliana ha incominciato a raccogliere campioni di sangue, capelli e saliva dai parenti dei passeggeri del volo Air France 447, al fine di ricavarne il Dna e agevolare così il processo di riconoscimento dei corpi ritrovati in mare. Ieri mattina l’aereo militare brasiliano, appartenente alla task force che ricerca i resti del velivolo francese, ha avvistato un sedile nelle acque dell’oceano in un punto situato 1.100 km a nord est delle coste brasiliane. Immediatamente varie unità navali sono state fatte affluire sul posto, dove sono stati rinvenuti i due cadaveri e vari effetti personali appartenenti ai passeggeri del volo Air France. C’era anche uno zainetto da viaggio. Stavolta c’è insomma la certezza d’aver sostanzialmente localizzato il luogo del disastro. Resta da comprenderne la causa. A quanto pare, al momento dell'incidente il pilota automatico risultava disattivato. La pista dell’incidente tecnico, combinato con le conseguenze di una tempesta equatoriale, è la più accreditata. Il Bureau d’Enquêtes et d’Analyses (Bea), l'autorità francese che sta indagando sull'incidente, ha annunciato a sorpresa che il velivolo precipitato (un Airbus 330) aveva inviato ben 24 messaggi automatici per annunciare alle stazioni a terra l'esistenza di problemi tecnici. Un errore nei movimenti «del timone di direzione»: è il contenuto di uno dei messaggi lanciati. Ora è chiaro che vari sistemi di controllo del velivolo erano andati in tilt e si suppone che i piloti non avessero in pugno la situazione proprio a causa dei dati sballati, forniti loro dalla strumentazione di bordo.
Si apprende intanto che la compagnia Air France ha ricevuto, come tutte le società consorelle proprietarie di A-330, un messaggio del costruttore aeronautico Airbus, che raccomandava modifiche sulla strumentazione destinata al controllo della velocità. L’esperienza di volo del bimotore A-330 ha infatti mostrato la possibilità di trasmissione al pilota di dati errati in condizioni di gravi perturbazioni meteorologiche.
La compagnia Air France ha avviato un programma per il cambiamento delle apparecchiature in questione su tutti i propri Airbus 330, ma pare che quello dell’incidente non fosse ancora stato opportunamente modificato sulla base delle indicazioni del costruttore.
Stefan Schaffrath, portavoce di Airbus, dice che «su tutti gli aerei ci sono modifiche da apportare in continuazione». Il problema è che - se il possibile difetto alla strumentazione di bordo aveva un legame col volo in mezzo alle tempeste - gli aerei destinati alla rotta col Sudamerica avrebbero presumibilmente dovuto essere oggetto di particolari cautele. Un portavoce di Air France ha detto di non essere in grado di precisare ufficialmente se l'Airbus della tragedia fosse stato o no modificato in base ai suggerimenti della società costruttrice, ma vari media francesi sono persuasi che tali cambiamenti non fossero ancora stati effettuati sul velivolo in questione. Basta questo a spiegare l'incidente? Certamente no. La convinzione degli inquirenti è quella di trovarsi di fronte a una spirale infernale di problemi tecnici di circostanze atmosferiche e anche di errori umani.
Paul-Louis Arslanian, direttore del Bea, dice che non è ancora possibile stabilire un nesso preciso tra il problema dell'indicatore di velocità e la tragedia.