AirOne all’attacco su Alitalia: «Pronti con proposta italiana»

Toto replica a Padoa-Schioppa: «Vogliamo evitare la perdita di due leve per il Paese: la compagnia e Malpensa. Con noi c’è un gruppo di imprenditori»

da Milano

«Siamo pronti a presentare in tempi brevi una proposta vincolante con un gruppo di imprenditori italiani: non solo del Nord, ma di tutta Italia. Stiamo lavorando per evitare la sciagurata perdita di due leve strategiche del Paese: la compagnia di bandiera e lo scalo di Malpensa. E questo non perché una soluzione italiana sia necessariamente migliore di una straniera, ma perché la nostra soluzione è l’unica che tutela gli interessi reali di Alitalia, dei suoi lavoratori, dei suoi azionisti, del Paese e di Malpensa». È la risposta di AirOne al ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che in un’intervista al Sole 24 ore ha apertamente criticato la strategia adottata dalla compagnia guidata da Carlo Toto con il sostegno di Intesa Sanpaolo. «Avrebbero potuto comprare Alitalia - così il ministro al quotidiano - senza nessun altro contendente in luglio, oppure fare un’offerta migliore di Air France in dicembre».
C’è ancora riserbo sui nomi degli imprenditori coinvolti da Toto nell’iniziativa. Nei giorni scorsi si erano comunque detti pronti a sostenere progetti pro Malpensa industriali come Alberto Bombassei, Diana Bracco, Emma Marcegaglia e Marco Tronchetti Provera. La mossa di Toto arriva alla vigilia della discussione, davanti al Tar del Lazio, del ricorso presentato da AirOne Holding, capogruppo di AirOne, contro l’esclusività per la cessione di Alitalia della trattativa con Air France-Klm. Quanto alla partita Alitalia, precisa Ah Holding, «non si tratta di una vendita di una società privata, ma di un’azienda il cui azionista di riferimento è pubblico e quindi criteri e modalità devono essere resi noti con trasparenza e in partenza, come era avvenuto nella procedura di inizio anno. Su questo spetterà al Tar pronunciarsi. L’applicazione di criteri rigorosi e la possibilità anche per Ap Holding di presentare una propria offerta vincolante - aggiunge la compagnia - non implicherebbero tuttavia prolungamenti dei tempi. Ap Holding potrebbe infatti presentare la propria offerta vincolante negli stessi tempi concordati per Air France-Klm». AirOne risponde anche a Tps quando definisce non credibile la proposta di acquistare Alitalia insieme a Intesa Sanpaolo. «Il ritiro di Ap Holding in luglio dalla procedura di privatizzazione - puntualizza la nota - fu una scelta obbligata perché nella fase di due diligence, non furono rese disponibili tutte le informazioni sostanziali riguardanti Az Servizi (gestita da Fintecna)», che da sola è metà del gruppo Alitalia. «Inoltre - si legge - fu posto un termine troppo stretto per raggiungere un accordo con i sindacati, soltanto 45 giorni contro i 90 richiesti. Quindi le negoziazioni sarebbero dovute avvenire tra il 15 luglio e il 30 agosto. Periodo breve, estivo e certamente non ideale per un lavoro di questo tipo». Sugli appunti per il mancato impegno finanziario mossi da Tps all’ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, la nota rileva che «fino a oggi eravamo in una fase non vincolante: le banche possono prendere impegni vincolanti solo nel contesto di un’offerta vincolante». Infine, il problema degli slot, ovvero le bande orarie, rilasciati da Alitalia il 31 gennaio e non ancora riassegnati. Per Ap Holding «non è chiaro il vantaggio di rilasciarli adesso, nel bel mezzo del processo di vendita di Alitalia, e in un momento in cui a livello nazionale è chiaro quasi a tutti che si tratterebbe di un grave depauperamento della compagnia».