Aiutò una donna incinta Il ladro gentiluomo tradito dall’auto rubata

L’assassino torna sempre sul luogo del delitto. E qualche volta pure il rapinatore, anche se gentiluomo. Come quello che, entrato in una profumeria di via Concordia, si accorse che la titolare era incinta, la fece sedere e poi se ne andò, senza prendere un soldo, solo quando fu sicuro che si fosse ripresa. E sempre in via Concordia l’«Arsenio Lupin» in sedicesimo è caduto preda dei «falchi», poliziotti in borghese in moto, che l’hanno sorpreso a bordo di un’auto presa a noleggio e mai riconsegnata.
Marco Vittorio Corallo non è uno stinco di santo, ha quasi sempre rubacchiato per tutta la sua vita. L’anno scorso stava finendo di scontare un cumulo pena per una serie di reati contro il patrimonio quando venne «graziato» dall’indulto. Ma uscito di galera non aveva molto da scegliere. Be’ non certo tornare a Sesto San Giovanni, dov’era nato 37 anni fa, quindi si adatta, pensioni e alberghetti di infimo ordine. Da pagare con i proventi di rapine altrettanto modeste, messe a segno brandendo un taglierino o una pistola a salve, per altro una perfetta riproduzione che avrebbe ingannato il signor Beretta in persona.
Fino a quando il 22 ottobre non incappa nella profumeria di via Canonica dove sorprende la titolare, una donna di 35 anni, incinta. La donna alla vista dell’arma strabuzza gli occhi e inizia a barcollare. E lui mette via subito il ferraccio, si avvicina, la rassicura, le porge una sedia e la rincuora. «Non si preoccupi signora, non le succederà nulla, anche la mia compagna, sa, sta aspettando un bambino» aggiunge per rassicurarla. Quindi solo quando la vittima gli dice che «Sì, adesso va un po’ meglio» decide di lasciare il negozio. Va da sé, senza toccare una lira.
«E fu il calore di un momento...», come cantava Fabrizio de André e poi Vittorio è tornato a rapinare negozi. Alzando 3-400 euro al massimo, quel che gli bastava per sopravvivere. Basti pensare che la polizia gli contesta una decina di rapine in vari negozi, con un bottino complessivo di 4mila euro. La sua predilezione va alle profumerie, ben quattro, senza tuttavia trascurare i negozi di abbigliamento, un paio, farmacie e cartolerie.
Ma anche nella nostra, come tutte le storie di nera, alla fine arriva il «redde rationem». Tre giorni dopo l’assalto, Corallo è in giro con la sua Peugeot 206 bordeaux e viene incrociato proprio in via Concordia da due «falchi». Gli agenti in borghese fiutano qualcosa, prendono il numero di targa, lo fanno controllare al terminale, scoprendo che la vettura risulta noleggiata in Toscana, dove vive la compagna in attesa del bambino, e mai più riconsegnata. Insomma rubata. Corallo viene fermato e sospettato delle rapine. Vengono visionate le riprese delle tv a circuito chiuso, che permettono di attribuirgli tre colpi, e le sue foto mostrate alle vittime, sei delle quali lo riconoscono. Scontato l’epilogo: l’uomo passerà le feste a San Vittore e, quando nascerà, potrà vedere il figlio solo attraverso le grate del parlatorio.