Aiutò a morire 130 malati Scarcerato il «dottor morte»

È stato scarcerato dopo otto anni il «Dottor morte», Jack Kevorkian, controverso attivista per il diritto all’eutanasia condannato nel 1999 per omicidio di secondo grado, dopo aver aiutato almeno 130 malati terminali a morire. Avrebbe dovuto scontare una pena da 10 a 25 anni di carcere, ma le autorità hanno acconsentito al rilascio anticipato per buona condotta dalla prigione di Lakeland, nel Michigan. Negli anni Novanta Kevorkian era finito sotto i riflettori per il suo attivismo a favore del diritto di morire, e aveva messo a punto una macchina per il suicidio assistito, il «Thanatron», che somministrava sostanze letali ai pazienti. Quando gli fu ritirata la licenza per praticare la professione medica, non avendo più accesso alle sostanza chimiche necessarie al «Thanatron», Kevorkian inventò un altro apparecchio che uccideva attraverso il monossido di carbonio. Nel novembre 1998 il «Dottor morte» autorizzò la messa in onda, durante la trasmissione 60 Minutes, di un filmato nel quale veniva mostrato il suicidio assistito di un malato terminale perfettamente in grado di intendere e di volere. In sfida alle autorità, Kevorkian gli somministrò direttamente l’iniezione letale, e per questo venne arrestato e condannato per omicidio di secondo grado.