Aiuta la polizia a prendere i rapinatori Clandestino graziato: non sarà espulso

Ghanese «lavorava» davanti a un supermarket. Ha inseguito i ladri, poi la sua testimonianza è servita all’arresto

da Palermo

Persone oneste si nasce. E lo si resta, anche a migliaia di chilometri da casa propria, anche se si è stati costretti, per tentare di costruirsi una vita diversa, ad entrare clandestinamente in un Paese straniero. Onesti si nasce e si resta. E l'onestà, normalmente, paga. Ne sa qualcosa un giovane immigrato africano senza permesso di soggiorno che non ha esitato ad aiutare i poliziotti ad individuare i due rapinatori che avevano messo a segno un colpo davanti al «suo» supermercato, quello in cui si guadagnava pochi spiccioli aiutando i clienti a caricare e scaricare i sacchetti della spesa. Quando gli agenti si sono accorti che era un clandestino hanno temuto di doverlo, loro malgrado, espellere. Ma alla fine, ha trionfato il buon senso e si è trovato il modo non solo di farlo restare, ma anche di dargli anche un bel permesso di soggiorno, per permettergli di avviare una nuova vita in Italia nella più completa legalità.
Sembra una bella favola di Natale questa storia a lieto fine che arriva da Palermo. L’immigrato, un ghanese, è uno dei tanti disperati senza futuro entrato in Italia clandestinamente e costretti - salvo entrare nel giro della criminalità - a vivere di espedienti, a guadagnarsi qualche spicciolo facendo il parcheggiatore abusivo, o trovando qualche supermercato «libero» dove poter racimolare qualche euro - quello del carrello - aiutando le massaie a mettere la spesa nei pacchi e quindi a trasportarla sino alle auto. Il ragazzo trova il suo supermercato in corso Calatafimi, zona abbastanza centrale. E lì comincia a sgobbare sodo, facendosi anche benvolere per la sua solerzia. Poi, un mese fa, la vicenda che ha segnato la svolta nella sua vita: due rapinatori entrano nel supermarket, minacciano le cassiere, si fanno consegnare il denaro e scappano. L’immigrato è davanti al market, capisce che quei due sono dei ladri e senza pensarci si lancia all'inseguimento. Ma poi, suo malgrado, deve desistere. Torna indietro, davanti al supermercato c'è già la Polizia. Non esita un istante, si avvicina agli agenti, e a gesti - perché non è in grado di parlare bene l'italiano - indica la direzione in cui i rapinatori sono fuggiti, riesce a dare una descrizione tanto sommaria quanto utile per individuarli. A dargli manforte gli impiegati e i clienti del supermercato, che raccontano alla polizia il coraggio di quel giovane ghanese che si è lanciato all'inseguimento dei banditi.
È quando però si deve verbalizzare il racconto dell'immigrato che il caso esplode. Lui ammette di essere un clandestino: non solo non ha permesso di soggiorno, ma neppure un documento di identità che certifichi chi sia. Insomma, nulla, un uomo in carne ed ossa ma un signor nessuno per la burocrazia e la legge. Un indesiderato da rispedire nel suo Paese. Il ragazzo sa di rischiare l'espulsione ma continua a collaborare e la sua collaborazione è determinante. Grazie a lui infatti gli agenti riescono a individuare i due rapinatori, grazie al suo riconoscimento i malviventi vengono inchiodati e assicurati alla giustizia.
Ma la legge è legge. E così, loro malgrado, i poliziotti sono costretti ad accompagnarlo all'Ufficio immigrazione, dove nessuno però vuole sanzionare il giovane ghanese, molto più collaborativo degli stessi palermitani. E così si trova la soluzione: applicare sì la legge, ma per dare un premio a quel clandestino coraggioso. E il premio è il permesso di soggiorno, la possibilità di uscire dal circuito dell'illegalità. L’ex clandestino ora è un immigrato con regolare permesso. Pronto a cominciare una nuova vita.