Aiutare chi non può, torna il Magistrato di Misericordia

Una cena. Il simbolo per eccellenza dell'incontro e del dialogo si trasforma in un triplice evento per la Fondazione Magistrato di Misericordia. Venerdì 30 novembre, la data destinata ad arricchire i vasti archivi dell'ente, istituito nel 1419 con decreto del Governo della Repubblica, impegnato da statuto a cercare, accogliere e distribuire elemosine e beni ai più bisognosi censendone, al tempo stesso, numero e stato. Nei secoli, il Magistrato - guidato, per volere dell'Arcivescovo di Genova, da cittadini prodi e virtuosi - ha realizzato questo compito e non solo, contribuendo, ad esempio, con i lasciti della famiglia Bandinelli Sauli, alla costruzione della Basilica di Carignano. La storia del Magistrato è stata sempre intrecciata a quella di Genova e, soprattutto, dei genovesi, unendo in un unico abbraccio famiglie nobili e agiate a quelle bisognose. Ed è proprio questo legame, che l'inaugurazione della nuova sede in via Giustiniani 25 e la seguente cena a palazzo San Giorgio il 30 novembre, desiderano evocare, riaffermare e rilanciare. Perché l'ente, dopo l'insediamento del nuovo consiglio due anni fa - guidato dal Priore Marco Simeon - ha deciso di porre fine a un lungo periodo di «ordinaria amministrazione», ampliando le proprie attività. E la cena, con l'Arcivescovo Bagnasco (che presiede la Fondazione) e il ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella, di questo nuovo corso è l'emblema: grazie al contributo dei main sponsor (ad oggi, Unicredito Capitalia, Banca Intesa, Banca Carige con 25.000 euro ciascuno) e di quanti siederanno ai venti tavoli disponibili da dieci posti (a 5.000 euro l'uno) le attività del Magistrato ripartiranno. I fondi raccolti, insieme ai proventi dei suoi nove immobili a Genova - l'anno scorso, a bilancio, 532mila euro in entrata - saranno la base da cui ripartire per programmare le attività. Le opere di carità, anche in sinergia ad altre istituzioni, saranno infatti inserite in una più ampia progettualità. Tre esempi su tutti: si riflette sull'apertura di una mensa, sull'istituzione di borse di studio - magari volte all'archivio del Magistrato, che sarà, una volta riordinato, consultabile in un'apposita sala nella nuova sede - e sul coinvolgimento di ordini professionali, per prestare consulenze legali o amministrative a chi le necessita, ritessendo quell'antico legame, mai sopito, come mostrano le tante persone coinvolte, ogni giorno, nella beneficenza, tra i genovesi.