«Aiutavo 2 bimbi: il Comune mi ha mandata al diavolo»

Oboli buoni per tacitare la coscienza per un giorno

Con un bonifico di 500 euro è diventata benefattrice simbolo del Belpaese, eppure non ne aveva la minima intenzione. Fiorella Bacchelli, 45 anni, è procuratore dell'azienda di famiglia, la Faggiolati Pumps di Sforzacosta (Macerata), elettropompe sommergibili presenti alla fontana di Trevi e sulla tomba di Lady Diana. Originaria di Numana, ha una sorella e abita a Macerata.
«Il 28 novembre - racconta - ero in viaggio, ho letto sul Corriere Adriatico che un bimbo veniva escluso dalla mensa scolastica, a Padova, perché la mamma non pagava la retta all’asilo. Mi sono ritagliata l’articolo, ho reagito d’impulso, muovendomi per pagare quel debito, convinta che l’iniziativa sarebbe rimasta nel mio personale. Ho chiamato il giornale unicamente perché controllassero che tutto si risolvesse per il meglio».
L’assessore alle politiche scolastiche del comune di Padova, Claudio Piron (Pd) non ha gradito il suo zelo: «Ciascuno farebbe bene a guardare a casa propria».
«Ne è nato quasi un caso politico. Sottolineo che non tenevo a fare pubblicità, né a me né alla mia azienda, tantomeno con una cifra così bassa. Non ho neppure verificato se la giunta di Padova sia di destra o sinistra, non si devono violare i diritti dei minori per centrare obiettivi amministrativi e burocratici».
Dalla scuola che risposte ha avuto?
«Non potevano darmi i nominativi della famiglia da aiutare, per questioni di privacy, neanche mi fornivano il numero di conto corrente, solo un codice di riferimento. “Ci anticipi il prima possibile la ricevuta di bonifico”, la preghiera. D’altra parte io non sposo le persone, ma il concetto di solidarietà. L’importante è che i bimbi (in un secondo tempo ha appreso che erano due, uno di 3 e il fratello maggiore di 5 anni, ndr) venissero reintegrati al più presto».
Suo marito Giovanni Faggiolati, 55 anni, ha condiviso la sua istanza?
«Era in vacanza, negli Emirati Arabi, è stato subito d’accordo con me. Ne avevo parlato con nostra figlia Dora, 18 anni: “Brava mamma”, mi ha detto semplicemente. Le collaboratrici in azienda invece erano stupite: “Ma con tutte le cose che hai da fare...”. Non voglio che l’Italia travisi un gesto che doveva restare personale. Sono stata stimolata dalla semplice lettura di un quotidiano, mi è dispiaciuto che dalla scuola non sia arrivato neppure un grazie».
In questi giorni ha ricevuto solo complimenti?
«Sulle 200 email, a dimostrazione che il nostro Paese è molto solidale. La circostanza ha portato all’attenzione un problema profondo, i diritti dei piccoli e le difficoltà economiche di tante famiglie».
Sicura di non essere stata animata da alcun secondo fine?
«No, l’unico scopo era umanitario, tant’è che la mia vita privata è stata sconvolta. L’azienda esiste da 30 anni, abbiamo sponsorizzato molti eventi e società, sempre mantenendo un profilo basso».
L’assessore Piron si è fatto vivo, con lei?
«Non mi ha contattato, d’altra parte non credo abbia nulla a che vedere con le mie scelte. Cosa potrebbe dirmi, che un bambino di Padova è diverso da uno delle Marche? Da un lato mi posso pure scusare, dall’altro dico che con questo caso abbiamo conosciuto i valori morali di alcuni amministratori, in particolare di chi si occupa di giovani, il futuro del nostro Paese».
Incontrerà la mamma dei due piccoli?
«Me l'ha chiesto pure Canale 5, non sono interessata. Non ho salvato l’umanità, inconsapevolmente ho portato l’attenzione su un argomento delicato. Da madre, quella vicenda mi aveva indispettito: con il bonifico ho pagato il pregresso, del 2008, a quanto so i due bimbi sono stati esclusi dai pasti solo nelle ultime settimane; la scuola li dovrebbe tutelare, sempre. I piccoli non possono essere violentati per gli errori dei grandi: non ci meravigliamo se poi parliamo di delinquenza e droga, se nell’infanzia li trattiamo così».
Questa vicenda cosa insegna?
«Che anche se fai del bene c’è chi trova aspetti negativi, è così da sempre. Figurarsi su questioni molto più gravi di questa. Chi ha in mano il potere non deve guardare solo i propri obiettivi: bisogna vedere chi calpesta, per raggiungerli. Io non ho commesso violenze su nessuno, era un semplice segnale di aiuto. Penso che tante altre persone avrebbero voluto farlo: 500 euro sono niente per tanti, ma tanto per molti».