«Aiuteremo la mamma a non abortire il suo quarto figlio»

Il centro di aiuto alla vita di Albenga pronto a offrire 250 euro al mese per 1 anno

Il servizio speciale va in onda all’ora di pranzo su Studio Aperto. Sonia, 40 anni, già mamma di tre figli, è ripresa di schiena, con la voce camuffata, ma spiega chiaramente che non porterà a termine la sua quarta gravidanza perché, dice - solo con lo stipendio del marito non ce la fanno a vivere dignitosamente tutti. Il servizio non passa inosservato in Liguria. Non passa inosservato al Centro di Aiuto alla vita guidato da Eraldo Ciangherotti. «Abbiamo ascoltato con grande interesse la storia di Sonia - dice Ciangherotti che ha inviato una lettera alla redazione di Studio Aperto per essere messo in contatto con la donna - si dice che la donna-madre in questione abbia scritto al tg non per chiedere un aiuto economico ma per denunciare la grave mancanza di tutela sociale della maternità. Noi, da Albenga siamo disposti ad aiutare la donna con un sostegno di 250 euro mensili nel primo anno di vita del bambino. Un segno forse non sufficiente per dissuadere la donna ma tanto eloquente strumento per dire che se lo Stato non si espone a tutelare la vita come dovrebbe, beh il centro di aiuto di Albenga pur con tanto sforzo ci prova e c'è».
L’idea di intervenire in un caso mediatico che certamente è stato di grande impatto per tutti quelli che erano all’ascolto è legato, spiega Ciangherotti a un «dibattito interno». «Un nostro amico abortista, legato comunque ai giri di noi volontari e spesso collaborante sostenitore delle iniziative culturali che comunque mettiamo in piedi, da ieri sera sta pensando all'intervista di Studio aperto e questa mattina si è offerto di contribuire a questa maternità disagiata - spiega - Noi siamo convinti che abortire sia eliminare una vita umana già formata e iniziata, destinata ad uno sviluppo graduale, coordinato e controllato. Abortire in sintesi è uccidere un bambino non ancora nato! Il Movimento per la Vita ha sempre inteso difendere il bambino non ancora nato insieme alla madre e non contro la madre. Tuttavia lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni avrebbero dovuto impegnare, in questi trent’anni dall'entrata in vigore della Legge, tutte le risorse possibili per evitare che una donna fosse costretta ad abortire».
Spesso, troppo spesso, come è emerso anche recentemente dall’inchiesta di Stefania Antonetti pubblicata sul nostro Giornale sulla facilità di interrompere una gravidanza, ciò non accade. Le donne sono molto sole. «Ecco perché non smetteremo mai di denunciare in qualunque circostanza che nel 2007 non ci sono stati capitoli di spesa in Regione Liguria, nelle Province liguri e nei Comuni liguri per sostenere la maternità neonatale; tutto ciò sarebbe stato previsto dalla legge 194/78 ma non è stato attuato per mancanza di fondi».