Aiuti: «Così distruggono la ricerca»

Il Policlinico Umberto I fa marcia indietro. Il manager Ubaldo Montaguti in una lettera inviata al professor Fernando Aiuti, al senatore di An Francesco Storace e ai vertici della sanità regionale e nazionale fa sapere di aver accolto le indicazioni dell’immunologo e di non aver intenzione di smembrare il suo nucleo storico. «Dato che il professor Aiuti sta andando in pensione - recita la missiva - cercheremo di non disperdere il patrimonio scientifico e assistenziale del suo centro. Abbiamo perciò deciso di ridistribuire le sue responsabilità cliniche affidandole a tre stretti collaboratori. Su richiesta del professor Aiuti alla dottoressa Isabella Quinti verrà affidata l’Unità Operativa Semplice Dipartimentale del centro di riferimento per le Immunodeficienze Primarie». «Al professor Ivano Mezzaroma riconosciamo funzioni di alta specializzazione relative alle immunodeficienze della malattia Hiv 1 - continua la nota del manager -. Infine la dottoressa Caterina Firmiani riceverà funzioni di particolare qualificazione professionale “follow up” dei pazienti Hiv».
Le nuove disposizioni del direttore generale del Policlinico, però, non convincono Aiuti. «Serviva la denuncia sul Giornale e un’interrogazione del senatore Storace per ottenere l’attenzione che non ho mai ottenuto personalmente dal manager - sottolinea l’immunologo -; questo non è che un contentino. Avevo chiesto infatti di non smantellare l’Unità Operativa Infezione da Hiv-Servizio speciale immunodeficienze primarie ed acquisite e di non collocare il personale ad esso afferente presso altri servizi. Le mie parole cadono nel vuoto, perché gli specialisti che per anni mi hanno affiancato non potranno mai più lavorare insieme». La struttura diretta da Aiuti è stata sempre apprezzata dalla Regione Lazio e dalle autorità nazionali non solo per la sua attività assistenziale, ma anche per il ruolo che ha svolto in numerose occasioni. «Ora tutto viene ignorato e umiliato con un atto senza precedenti che va al di là dello spoil system politico nei confronti delle persone - incalza l’immunologo -. L’intera organizzazione sarà smembrata e cancellata». Secondo Aiuti, ammesso che questa operazione abbia come fine il risparmio, dovrebbe essere indirizzata a ridurre le unità operative complesse, semplici o dipartimentali e non a crearne altre.
«Al manager chiedo perché intenda favorire alcune persone per distruggere quello che è stato creato da un gruppo di pionieri in venti anni - dice ancora Aiuti -. I miei quattro assistenti, assunti a metà anni ’90 dal Policlinico con la legge 135/90 sull’Aids, hanno sempre lavorato per questa patologia con risultati assistenziali e di ricerca eccellenti. Due di loro ora andranno a far parte di due nuovi servizi, definiti unità semplici o dipartimentali. Si tratta della Sclerodermia, per la quale è stata proposta una specialista afferente all’Unità Complessa di Allergologia ed Immunologia Clinica del primario, e del Centro per le Crioglobuline, alla cui guida viene proposta un’altra specialista, afferente alla Unità Complessa di Immunologia Clinica. Un’operazione veramente sporca. Infatti, la come prevede la legge, le unità semplici sono proposte dai rispettivi primari. Guarda caso, a dirigere le nuove unità saranno proprio le rispettive mogli dei due primari».
«Così ora due ricercatori, che per anni si sono occupati di Aids in maniera egregia dando lustro alla Sapienza - conclude Aiuti - verranno spostati solo per far numero, a fare da lacchè alle mogli di questi due primari. Credo che questo nella storia della sanità pubblica italiana non si sia mai verificato».