Aiuti a due velocità Un «derby» al veleno tra Cornigliano e Sestri

Certe facce dicono tutto. Con i calzoni arrotolati sopra gli stivali e il fango a cambiare il colore del giaccone, i corniggiotti, gli abitanti di Cornigliano spalano senza sosta. Ma il loro umore è nerissimo soprattutto perché guardandosi intorno non vedono nessuno. Nessuno ad aiutarli, nessuno a ricordarsi che il ponente alluvionato non è solo Sestri. Poco più in là si agitano le ruspe e le squadre di soccorritori, le ramazze puliscono già i marciapiedi, mentre a Cornigliano le vanghe affondano ancora con tutto il manico in un metro abbondante di fango, le auto sono ancora sepolte dal fango e nel pomeriggio l’unica risposta che si sentono dare dalla protezione civile è disarmante: «Per oggi di venire lì non se ne parla, non abbiamo altre pompe abbastanza grandi, speriamo domani». Cioè oggi. Forse.
Il giorno dopo non è uguale per tutti. Se è per questo non lo era neanche il giorno prima. «Chiamavamo per chiedere aiuto - spiegano i residenti che sperano di far sentire la loro voce grazie alla Pro Loco - E i vigili del fuoco ci rispondevano che dovevano prima pensare alle persone. Perché evidentemente noi non lo siamo». E chi ha ancora negli occhi l’ondata di fango e una notte insonne a spalare racconta un episodio che da solo spiega cosa sarebbe potuto accadere. L’acqua e la melma trovavano un argine invalicabile in quei voltini murati di piazza Metastasio. Il livello del mare di fango si alzava sempre più, fino a quando una volontaria ha deciso di prendere un piccone per cercare di aprire una falla in queste volte. In suo aiuto sono arrivati alcuni uomini del posto, tutti insieme hanno sfidato la morte rischiando di essere trascinati via, fino a quando, una picconata dopo l’altra, hanno aperto la breccia di piazza Metastasio. La salvezza fai-da-te si è concretizzata in pochi minuti, l’acqua ha trovato una via d’uscita e ha liberato l’assedio a Cornigliano. «Sennò sarebbe stata una strage - confermano i corniggiotti infuriati - E il giorno dopo tutti ancora a pensare a Sestri, come se qui non pagassimo le stesse tasse. Chissà se il presidente del Municipio, Stefano Bernini, ha pensato a quella manciata di voti che gli sono mancati per diventare consigliere regionale. Se avesse dimenticato un po’ meno Cornigliano, forse oggi sarebbe in via Fieschi».
È rabbia istintiva, quella di Cornigliano. Rabbia che però anche i comunicati ufficiali non fanno niente per calmare. Il Comune di Genova infatti chiede «ai cittadini che hanno posteggiato le loro auto in via Vado o nelle vie centrali di Sestri Ponente di rimuoverle al più presto per consentire i lavori di spalatura del fango». Al di là della paradossale richiesta fatta nel momento in cui le auto sono «posteggiate» una sull’altra e comunque i collegamenti sono difficilissimi, resta il fatto che il Comune si preoccupa solo delle auto di Sestri.
Proprio da Sestri, che oggi ovviamente non potrà ospitare il mercato settimanale, arriva almeno una storia di solidarietà tra cittadini. E una volta tanto è dalla politica che arriva il buon esempio. Il coordinamento giovanile del Pdl, guidato da Alessandro Gianmoena, ha organizzato alcune squadre di volontari per andare ad aiutare i cittadini. Armati di pale e scope, i giovani azzurri in mattinata hanno pultio marciapiedi ed esercizi commerciali di Sestri coordinati da Maria Alessia Musumeci. Nel pomeriggio, all’uscita da scuola, si sono aggregati anche i più giovani di Alternativa Studentesca con Riccardo Borrella e Luigi Morino che hanno organizzato la pulitura dell’asilo dell’Istituto delle Suore della Neve. «La solidarietà tra cittadini è stata commovente e spontanea - commenta Gianmoena - Ma purtroppo serve a colmare le lacune delle pubbliche amministrazioni».