Aiuti a famiglie, giovani e disabili: così il Polo ha cambiato il Welfare

Concordato con l’Ue il Piano di azione nazionale: dal bonus bebè da mille euro al Fondo regionale per la prima casa

Il Consiglio europeo di Lisbona di marzo 2000 ha avviato una strategia integrata di riforma per avviare iniziative per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale attraverso la redazione di Piani di azione nazionali (Nap). I Piani rappresentano le linee guida fondamentali delle politiche pubbliche a livello nazionale. A luglio 2003 l’Italia ha presentato il secondo Piano di azione nazionale per l’inclusione sociale 2003-2005, aggiornato poi a settembre 2004. La base per l’elaborazione del Nap è stato il Libro Bianco sul Welfare presentato a febbraio 2003, che ha inaugurato una nuova visione del Welfare-State: alle vecchie logiche assistenzialistiche si sostituisce una visione integrata delle politiche sociali. Politiche «attive», dunque, pienamente in linea con la strategia europea, invece di «passivi» finanziamenti a pioggia.
P L’accusa generica (una specialità della sinistra): «Il governo ha tagliato il fondo per le politiche sociali» (Francesco Rutelli, 5 febbraio 2006)
Le accuse mosse dalla sinistra non solo sono false, ma dimostrano di trascurare la nuova strategia integrata adottata dal governo in materia di welfare. Oltre al Fondo nazionale per le politiche sociali, infatti, cui sono stati erogati 1,157 miliardi di euro con la Finanziaria del 2006, è stato ad esempio creato un apposito Fondo per la famiglia, con risorse per ben 1,140 miliardi di euro, da destinare in gran parte all’erogazione dei cosiddetti bonus bebé. Questi due soli fondi ammontano dunque a 2,297 miliardi di euro, ben al di sopra di 1,193 miliardi di euro stanziati con la Finanziaria del 2005.
Gli ambiti di intervento prioritari individuati nel Nap sono suddivisi in tre gruppi: gli interventi tradizionali nei confronti di specifiche fasce sociali; quelli rivolti alla dimensione lavorativa; quelli tesi a combattere l’esclusione sociale a partire dalla famiglia.
Nel contesto di una nuova visione del welfare, infatti, il nucleo centrale di partenza delle politiche sociali viene individuato nella famiglia, in quanto «volano» della coesione sociale e della solidarietà intergenerazionale. Il governo non ha fatto una legge singola sulla famiglia, ma ha approntato una serie di riforme e di provvedimenti che agiscono in modo sinergico per aiutare le famiglie italiane. Ecco alcune delle principali iniziative in materia di politiche sociali:
P L’accusa strappalacrime: «Il governo ha lasciato sole le famiglie a occuparsi dei loro bambini, dei loro anziani e dei loro disabili» (Romano Prodi, 25 febbraio 2006)
Per smentire le parole di Prodi è sufficiente citare solo alcune delle misure adottate dal governo in questo senso:
Bonus bebé: L’assegno da 1.000 euro spetta a tutti i bambini nati o adottati nell’anno 2005, ad ogni bambino adottato nel 2006 e ai secondi o successivi figli nati nel 2006. Il reddito complessivo lordo del nucleo familiare non deve superare i 50.000 euro. Non è vero che della misura beneficino anche persone con reddito alto.
Prima infanzia: le iniziative in questo senso servono ad aiutare quanti, soprattutto le donne, vogliono conciliare la vita lavorativa con la vita familiare, potenziando il sistema di servizi su tutto il territorio. Già con la Finanziaria del 2002 fu istituito il Fondo per gli asili nido, per un ammontare complessivo di 300 milioni di euro. Questi fondi servono anche a realizzare micro-nidi sui luoghi di lavoro, agevolando la partecipazione al mondo del lavoro di coloro che hanno specifiche responsabilità familiari. Con la Finanziaria 2003 è stato poi introdotto un Fondo di rotazione per incentivare le aziende a creare nidi nei luoghi di lavoro.
Sostegno economico: assegno di maternità per le madri a basso reddito erogato dall’Inps. Questa prestazione è prevista per le donne non lavoratrici, che quindi non godono dell’indennità di maternità, ed è estesa non solo alle donne italiane, ma anche a donne della Comunità europea ed extracomunitarie in possesso di regolare permesso di soggiorno; in caso di parto gemellare, l’assegno si raddoppia. È stato inoltre istituito l’assegno familiare per i nuclei a basso reddito con tre figli minori a carico. Sono stati poi erogati 10 milioni di euro per rimborsare a 3mila famiglie le spese sostenute per l’adozione di un bambino straniero. Oltre a questi aiuti diretti sono stati aumentati gli sgravi fiscali: con la Finanziaria del 2005, la detrazione viene sostituita dalla deduzione, ossia un tipo di sgravio che abbassa il reddito su cui si calcolano le tasse. La deduzione per il coniuge a carico ammonta a 3.200 euro, mentre quella per ciascun figlio a carico è di 2.900 euro, se è minore di tre anni di 3.450 euro, se disabile di 3.700 euro. È prevista inoltre la deduzione per le badanti che assistono persone non autosufficienti, che ammonta a 1.820 euro. In questo modo si allarga notevolmente di fatto la fascia della cosiddetta no tax area, ossia quella soglia oltre la quale non si pagano le tasse.
Alloggi: è stato dato sostegno all’acquisto della prima casa, attraverso l’assegnazione alle Regioni di 161 milioni di euro per l’acquisto della prima casa da parte delle nuove famiglie e di altri 20 milioni di euro per costruire o ristrutturare alloggi da affittare alle famiglie a prezzi agevolati. A maggio 2005, inoltre, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per far fronte all’emergenza sfratti, con cui sono stati assegnati circa 104 milioni di euro da destinare a 14 aree metropolitane per i contratti di locazione.
Contributi: con la riforma delle pensioni, sono previsti contributi figurativi pieni per chi sceglie il lavoro part-time per assistere familiari disabili.
Affido condiviso: il 16 marzo 2006 è entrata in vigore la legge in base alla quale i figli di coppie separate devono essere affidati a entrambi i genitori, e non più a uno solo. Questo per consentire al figlio di mantenere un rapporto equilibrato con padre e madre, e di ricevere educazione e istruzione da entrambi.
P La sinistra spara a zero: «L’attuale governo ha attuato sulla disabilità la peggiore delle politiche possibili. Ha fatto meno che zero» (Livia Turco, 7 novembre 2005)
Evidentemente per Livia Turco sono pari a zero le misure seguenti:
Indennità: sono state enormemente semplificate le procedure per il riconoscimento delle indennità per gli invalidi totali, per le persone affette da sindrome di Down e da morbo di Alzheimer.
Aiuti economici: oltre ai diversi tipi di agevolazioni per chi ha un familiare con disabilità già citate, sono stati erogati 30.987.414 di euro per il Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili, e 40 milioni per l’integrazione scolastica degli studenti disabili. Sono inoltre stati assegnati 5 milioni di euro a favore dell’Associazione nazionale famiglie di fanciulli e adulti subnormali (Anfas).
Contro le discriminazioni: con la legge del 1° marzo 2006 entrano in vigore le «Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazione», per promuovere appieno le pari opportunità per le persone disabili. Previsto inoltre il contratto di inserimento per l’ingresso o il ritorno nel mondo del lavoro delle persone affette da grave handicap fisico o psichico in base alla riforma Biagi.
Contro le barriere informatiche: nel 2003 è stata approvata la legge Stanca per l’accesso ai disabili degli strumenti informatici: le amministrazioni pubbliche, le imprese e gli istituti scolastici devono rendere i siti internet accessibili alle persone disabili. Nel decreto del ministro per l’Innovazione e le tecnologie Lucio Stanca dell’8 luglio 2005, è previsto una sorta di «bollino blu di conformità». È stato inoltre avviato il progetto NavigAbile, in collaborazione con il ministero del Lavoro, per fornire a ragazzi con disabilità di comunicazione e di relazione un modo nuovo per comunicare e per accedere alla rete.
Alcune cifre sono emblematiche dei progressi compiuti durante il governo Berlusconi: se nel 2003 risultava occupato meno del 18% delle persone con disabilità, nel 2004 la cifra è salita al 22,7%, di cui più dell’82% con un contratto a tempo indeterminato. Ed è aumentato anche il numero di studenti con disabilità iscritti a un normale corso scolastico o universitario: dai 136.503 dell’anno accademico 2002-2003 ai 161.159 del 2003-2004. Sono inoltre aumentati i posti di sostegno nelle scuole statali normali: nel 1998 erano 55.669, nel 2004 sono diventati 75.609.
Capitolo associazionismo: con il decreto legge dell’11 marzo 2005 sono state introdotte agevolazioni fiscali per i cittadini e le imprese che sostengono le associazioni di volontariato e le Onlus.
Promozione sociale: il 2 marzo 2006 il Consiglio dei ministri ha istituito l’impresa sociale. Le associazioni di volontariato e le Onlus possono esercitare attività di tipo commerciale. Possono essere imprese sociali tutte quelle organizzazioni private che «esercitano in via stabile e principale un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale». Possono acquisire il titolo di impresa sociale le organizzazioni che, indipendentemente dai settori di attività, esercitano attività d’impresa al fine dell’inserimento lavorativo di soggetti che siano lavoratori svantaggiati e disabili.
Oltre a queste misure occorre ricordarne altre varate dal governo in materia di politiche sociali, tra cui:
Vittime della criminalità e del terrorismo: sono stati estesi i benefici per le vittime della criminalità anche ai dipendenti pubblici morti o rimasti invalidi durante il servizio. È stato aumentato l’assegno provvisorio immediato dal 20% al 90% del risarcimento richiesto dalle vittime, e risolto l’87% delle pratiche che erano rimaste sospese. È stata estesa la borsa di studio per gli orfani anche per la scuola elementare e secondaria inferiore e non solo per le superiori e l’università. Aumentato inoltre a 200.000 euro il contributo per i familiari delle vittime civili, militari e di polizia, e a 500 euro mensili l’assegno vitalizio. Sono stati stanziati 90 milioni di euro per aumentare l’indennità di invalidità e la pensione per le vittime del terrorismo e delle stragi, tra cui i familiari delle vittime di Nassirya.
Sospensione della leva obbligatoria: con la legge 226 dell’agosto 2004 è stata abolita l’obbligatorietà del servizio militare.
Legge del buon samaritano: è più facile recuperare gli alimenti rimasti inutilizzati nelle mense, nei ristoranti e nei supermercati per distribuirli alle persone bisognose attraverso le organizzazioni non profit.
Conclusione
Un principio fondamentale della Cdl è stato quello di «aiutare i meno fortunati». Ad esso si sono ispirate le iniziative sopra ricordate. Le nuove iniziative e il potenziamento o rimodulamento di quelle esistenti hanno dato al governo di centrodestra una forte caratterizzazione «sociale». C’è da sperare che chi, non avendo avuto niente prima, e avendo avuto qualcosa adesso, sappia cogliere la differenza. E, per i più critici, basta ricordare che le politiche sociali del passato venivano finanziate con il debito pubblico. A futura memoria.
(8. Continua - Prossimo dossier sulla giustizia)