Gli aiuti per l’Abruzzo fanno tremare l’Ordine dei giornalisti

La penna può essere più forte della spada, ma ci sono momenti in cui, oltre alle parole, servono i fatti. Anche i giornalisti provano così a fare qualcosa in più rispetto al loro lavoro, proprio come hanno fatto e fanno tutti gli altri italiani. L’Ordine nazionale ha infatti chiesto a tutti gli ordini regionali dei giornalisti di contribuire a raccogliere i soldi per ricostruire la sede dei colleghi abruzzesi, ridotta in macerie. Per lunedì prossimo a Roma, prima ancora che si verificasse il terremoto, era già stata convocata una riunione con tutti i presidenti e i tesorieri regionali. Sarà l’occasione per fare il punto sulla raccolta e quasi certamente superare la cifra di 150mila euro inizialmente fissata come obiettivo. Molti consiglieri nazionali hanno già deciso di donare un giornata di indennità, tutte le sedi regionali hanno fatto sapere di essere disponibili a versare una quota. Da quella ligure non sembra essere arrivata la stessa disponibilità.
«Le regioni che contano un maggior numero di iscritti, naturalmente, contribuiscono con quote superiori - conferma Lorenzo Del Boca, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti - Noi martedì delibereremo una base di 50mila euro, come consiglio nazionale. In effetti gli unici che hanno detto di non voler partecipare alla raccolta sono stati i responsabili dell’ordine ligure. Persino la Valle d’Aosta, che conta circa 300 iscritti, darà 500 euro». In Liguria invece gli iscritti all’ordine sono circa 6 volte tanto, sono oltre 1700.
In questi giorni ci sarebbero state diverse telefonate tra Roma e Genova. «Ho chiesto al segretario Enzo Iacopino di occuparsene personalmente - aggiunge Del Boca - Ma mi ha spiegato che la Liguria non intende contribuire, annunciando di avere in mente altre iniziative. Quali? Non so». Il segretario nazionale, Enzo Iacopino, non interviene, preferendo continuare a raccogliere fondi e raggiungere l’obiettivo che non è quello delle polemiche. Anche perché la cifra necessaria potrebbe essere anche superiore. E perché gli stessi uffici dell’ordine regionale dei giornalisti in Abruzzo sono stati vittima degli sciacalli e sembra che manchi altro materiale oltre a quello rimasto sotto le macerie.
Se i colleghi di tutta Italia sembrano aver comunque già offerto i soldi necessari, la Liguria non si sbilancia. E il presidente Attilio Lugli spiega perché. «Chi ha mai detto che non vogliamo contribuire? È falso - ribatte prontamente - Ho solo detto che non posso decidere io da solo, che deve decidere il consiglio. Purtroppo non c’è fretta, anche se decidiamo la settimana prossima è lo stesso. E poi voglio parlare prima con il collega presidente dell’Abruzzo, sapere cosa serve. Computer? Personale? Soldi? E semmai quanti soldi? Non sono cosa che si possono decidere senza un confronto preventivo. Lunedì a Roma sarà un’occasione per discuterne».