«Aiuto 118!». Ma la centrale è in tilt

«Pronto 118?». Dall’altra parte chi risponde è nella sala operativa del servizio d’emergenza regionale. La terza, per importanza, più grande d’Europa dopo Londra e Parigi. L’operatore è seduto su una sedia «scheletrica», di fronte a un pc posizionato su una scrivania dove, sopra e sotto, corrono grovigli di fili d’ogni tipo. Scatole elettriche «volanti», pezzi di controsoffitto colabrodo ovunque. Una parte venne giù tempo fa in un paio di occasioni. C’è chi ricorda, invece, i locali allagati per le infiltrazioni di acqua piovana, Allora si lavorò con dieci centimetri d’acqua alle caviglie. Insomma: tutt’altro che una moderna centrale telematica. Altra nota dolente, l’organico. A fare fronte alle circa 2500 chiamate giornaliere sono appena 12 operatori su turni sfalsati nelle 24 ore. Troppo pochi. Dovrebbero essere almeno 15/20. E quelli che ci sono lavorano di filato ai terminali in un una sorta di «bunker» senza luce naturale. A PAGINA 43