«Aiuto, c’è stato un omicidio!» Ma il sangue è di un capretto

La scia sulle scale di un animale macellato secondo il rito islamico fa scattare l’allarme

Silvia Villani

Quando hanno visto le scale tutte sporche di sangue, nella mente dei residenti di un palazzo di via Friuli a Cinisello Balsamo - da anni tristemente noto per gli episodi di violenza che si sono susseguiti - si sono affacciate le ipotesi più agghiaccianti. Una lite sfociata in un omicidio o un marito che ha picchiato violentemente la moglie infedele? Poco prima di lanciare l’allarme alle forze dell’ordine, in preda alla paura, si è scoperta la povera vittima: un capretto, macellato secondo la tradizione, che il figlio musulmano di una residente aveva portato per regalarlo all’anziana mamma.
Erano da poco passate le 17 quando un urlo ha raggelato il centinaio di famiglie che vivono in un alto palazzo popolare di via Friuli a pochi metri da viale Fulvio Testi. Una pensionata, obbligata a salire le scale a piedi perché l’ascensore non funzionava, stava per scivolare su delle grandi chiazze di sangue che si trovavano sui gradini di alcune rampe. Allarmata e temendo che ci fosse stata una rissa tra alcuni dei tossicodipendenti che vivono nelle vicinanze ha immediatamente chiamato i vicini di casa chiedendo loro di allertare le forze dell’ordine.
Il sangue, infatti, era così abbondante che i condomini avevano escluso che qualcuno fosse semplicemente caduto e si fosse ferito. Le urla della donna però hanno richiamato anche l’attenzione di un nordafricano che ha subito tranquillizzato i presenti e ha spiegato di aver portato alla madre un capretto male imballato e di aver così sporcato le scale.
Il giovane si è scusato più volte e ha pulito il pianerottolo. L’episodio però ha scatenato la rabbia di molti tra i residenti che dicono di «vivere nel terrore perché costretti ad abitare in un palazzo dove la percentuale di morosi supera il 40% e dove gli ascensori non funzionano e gli spazi comuni sono spesso utilizzati per iniettarsi qualche dose».