«Aiuto, c’è una tigre in giardino»

Il grosso felino però non era fuggito da uno zoo ma «partecipava» a una sfilata di moda

«E gridare aiuto aiuto è scappato il leone, per vedere di nascosto l’effetto che fa» cantava Enzo Jannacci qualche anno fa. Be’ l’effetto è assicurato, anche se si tratta di una tigre e non di un leone: qualcuno chiama il 113. Come è successo l'altra sera in via Tortona 27, dove era stato allestito un set fotografico con l’esotico animale. Gli agenti sono arrivati, e hanno verificato che tutto era in regola.
Lo strano intervento è stato determinato da un’idea venuta ai titolari di una azienda padovana d’abbigliamento, Mamaindustry, che ha lanciato le linee maschili e femminili denominate «Mafiawear». In particolare l’altra sera è stata presentata la collezione autunno-inverno usando come «testimonial» Federica Fontana, Ilaria D’Amico e appunto Flaka, una tigre del Bengala di 11 anni. Felino già protagonista della sfilata primavera-estate organizzata sei mesi fa al Casinò di Venezia. Una trovata scelta per garantire un certo ritorno pubblicitario, ma anche per sensibilizzazione l’opinione pubblica sul tema dell’estinzione dei grandi felini.
Solo che qualcuno nota la tigre in gabbia negli studi di via Tortona 27, e chiama la polizia. Gli agenti arrivano e vengono indirizzati a Gianni Mattiolo, che sta dedicando tutta la sua vita alla salvaguardia dei felini a rischio estinzione. L’uomo ha allestito a Campolongo Maggiore, in provincia di Venezia, un piccolo zoo con una ventina di felini, che si autofinanzia grazie alle «comparsate» degli animali. Oltre a Flaka infatti hanno già posato altri suoi felini, tra i quali il leopardo nero impiegato nello spot della Breil.
«La mia non è un’operazione commerciale, anzi lavoro in stretto contatto con l’Università che può studiare gli animali senza doverli andare a catturare in natura, causando loro gravi stati di stress» spiega Mattiolo che ha creato il suo parco naturalistico «adottando» animali sequestrati dalle forze dell’ordine, oppure abbandonati dai loro proprietari.
Per detenere simile bestiole infatti è necessario avere spazi e recinti appositamente indicati dalle leggi dello Stato e controllati dalla Prefettura. Mentre alla Forestale spetta il compito di verificare la legalità della bestia. Sempre la legge indica i requisiti per il viaggio: dimensioni della gabbia, tipo di automezzo e l’apposito «patentino» di abilitazione al trasporto animali per l’autista. Tutti documenti presentati alle forze dell’ordine, che, dopo il controllo, hanno salutato e se ne sono andati.
Per la cronaca la presentazione di Mafiawear autunno inverno è riuscita nel migliore dei modi e sappiamo per certo, lo documentano le foto, che Federica Fontana è coraggiosamente entrata nella gabbia per accarezzare la tigre, insieme alla responsabile della comunicazione di Mamaindustry Alessandra Bacchini.