Alajmo: «Ma qui da noi non vinceranno i violenti»

Lo scrittore: «È un’emergenza nazionale, dobbiamo fare la nostra parte. Altrimenti va a rotoli tutto il Paese»

Mentre 1.500 tonnellate di rifiuti viaggiano alla chetichella verso le coste siciliane viene da chiedersi come potrà accoglierle l’isola. Soprattutto viene da chiedersi cosa ne pensino i siciliani di cui, come nel caso dei sardi, ci si ricorda solo quando non se ne può fare a meno. Ne parliamo con Roberto Alajmo, giornalista e scrittore, che conosce bene umori e vicende della Trinacria.
Cosa pensa dell’arrivo dei rifiuti e come pensa che potranno prenderlo i siciliani?
«Guardi in questo caso penso non si potesse fare altrimenti. È un’emergenza nazionale e questo non mi sembra discutibile. Spero solo che abbiano scelto dei siti adatti e non ce li mettano nel giardino di casa. In quel caso sarebbe un problema tremendo... Be’ le confesso, però, che mano a mano che formulavo la frase un leggero panico si è impadronito di me».
Secondo lei ci saranno reazioni violente come in Sardegna?
«Io penso che il senso di solidarietà nazionale prevarrà. Credo che dietro alle rivolte violente di questi giorni ci sia della strumentalizzazione».
Una strumentalizzazione da parte di chi?
«Soprattutto da parte del tifo violento che non trova più spazio negli stadi. In questo caso queste frange violente trovano uno sbocco protetto. Questo trasforma una protesta legittima in qualcosa di inaccettabile. Qui non credo che succederà e, da questo punto di vista, l’approdo di Porto Empedocle è ben pensato. È lontano da Palermo e da Catania, dai tifosi. È ben difficile che qualcuno vada a creare tafferugli lì».
Al Sud l’immondizia e le sue emergenze si trasformano spesso in un affare economico per la criminalità...
«In Campania esiste certamente un affare dei rifiuti, in Sicilia non lo so, è una questione di cui non mi sono mai occupato. Il problema delle emergenze criminali viene a galla solo quando diventa sanitario. In Campania l’attenzione si è risvegliata solo quando la Camorra ha dimostrato di non essere in grado di “offrire un buon servizio”».
Insomma lei sposa in pieno la linea di accoglienza sposata dal governatore Cuffaro?
«Io, normalmente, sono su posizioni distanti dalle sue ma in questo caso l’ha imbroccata, ha fatto la cosa giusta. Qui non era il caso di far politica. Non si può permettere che il Paese vada a puttane, perché se ci va ci si va tutti».
A Palermo però c’è già chi scherza: «Non vogliamo i rifiuti del Nord».
«Come diceva Ugo Ojetti: “Si è sempre più meridionali di qualcun altro”». Ma al di là della battuta faremo la nostra parte. Il che non cancella le responsabilità di nessuno».