Alassio, divieto di accesso ad altri sindaci

Il vincitore all’attacco: «Ho sempre cercato di fare solo regole di buona educazione per chi non ne è provvisto»

Federica Pelosi

da Alassio

Vietato cambiare. Che sia questo l'ultimo imperativo cui si sono adeguati gli alassini? Che dopo i tanti «no» imposti dall'amministrazione di centro destra - da quello che aborra le «sfilate» in bikini o a torso nudo per le vie del centro, a quello che vieta i bivacchi con tanto di sacco a pelo sul molo cittadino, al più recente che punta il dito contro i vigili colpevoli di fare troppe multe ai turisti - hanno seguito alla lettera l'ultimo, tutto elettorale, che li esortava a non sostituire sindaco e giunta.
«In realtà non ho dovuto fare molti appelli, né mi sono affidato a chissà quali slogan - dice trionfante Marco Melgrati, forte del suo 70 per cento dei voti -. Ai miei concittadini è bastato guardarsi intorno per vedere quanto è stato fatto in questi anni. Le elezioni si vincono con le opere pubbliche e non con manifestazioni che alla fine lasciano il tempo che trovano». Insomma, Alassio da «città dei divieti» diventa «città del fare»? «Lo è sempre stata - continua il sindaco -. E poi basta con questa storia dei divieti, in questi anni abbiamo preso provvedimenti che si ispiravano al buon gusto e al buon senso. Purtroppo non tutti ne sono provvisti, per cui è stato necessario imporre qualche no».
E poi via a snocciolare tutto ciò che di utile si è fatto in questi anni per la cittadina rivierasca: dal recupero dello storico Grand Hotel - «un monumento all'inefficienza di 40 anni di passata amministrazione», tiene a sottolineare - con la realizzazione del più grande centro termale d'Europa con l'utilizzo di acqua di mare - 1.800 metri quadrati in tutto -, alla restituzione ai cittadini di piazza Partigiani, «un parcheggio - dice - che faceva invidia alle periferie più squallide delle metropoli».
Due esempi per garantire che il futuro di Alassio sarà ancora all'insegna del fare: partendo dalla risoluzione, entro agosto, del problema dell'acquedotto, alla realizzazione del depuratore per puntare alla Bandiera blu che premia i mari più puliti, a nuovi parcheggi in uso gratuito per i residenti. Ma Melgrati sembra puntare molto anche sul turismo, in particolare congressuale e sportivo. «Grazie alle gare di vela, pallavolo, bike, bocce, abbiamo avuto 8.000 presenze fuori stagione in un solo anno. Un risultato che, da “sportivo a tempo perso”, mi inorgoglisce». E, anche se di tempo da perdere ne avrà ben poco, il sindaco alassino spera di poter vestire ogni tanto i panni di cavallerizzo. «I cavalli sono la mia passione. Sono membro della Società torinese per la caccia a cavallo. Mi aspettano otto appuntamenti ma sarà già tanto se riuscirò a partecipare a uno». E in effetti gli impegni per un primo cittadino riconfermato e che è anche vicepresidente del consiglio provinciale e presidente del Rotari potrebbero prendere il sopravvento. «Ma non sono spaventato - precisa -. La politica è la mia passione. Ho 47 anni, sono stato per dieci anni segretario dei giovani democristiani, per otto assessore, per cinque sindaco, ho ricoperto varie cariche in consiglio provinciale. Non potrei farne a meno. Se non ci riuscirò da solo, vorrà dire che cercherò di galoppare insieme alla mia Alassio verso obiettivi sempre più importanti».
Intanto, rispetto alle passate elezioni, è riuscito ad aumentare (e di ben cinque punti) quel 65 per cento di voti che sembrava già un record. Il sindaco cavallerizzo, il primo ostacolo lo ha già saltato. Al galoppo.