Alassio, il sindaco dichiara la guerra delle spiagge libere

«Non sono contrario alle spiagge libere, ma all’uso che delle spiagge libere così come viene fatto. Il problema, qui da noi ad Alassio, è la maleducazione delle persone che le frequentano: per educarne uno, bisognerebbe punirne cento».
Per spiegare la sua proposta - spostare le spiagge libere dal centro cittadino in periferia - il sindaco di Alassio Marco Melgrati rivisita addirittura il senso di una celebre espressione usata dalle Brigate Rosse («colpirne uno per educarne cento»).
Indubbiamente, il clima è molto meno rovente di quello degli anni Settanta, ma le proteste e le polemiche, dopo la proposta del sindaco alassino, non sono mancate. Soprattutto da parte di quei bagnanti che, quasi per principio, non intendono pagare per andare al mare. E che, nell’iniziativa di Melgrati, intravedevano il primo passo per trasformare le (a loro giudizio poche) spiagge libere in nuovi stabilimenti.
L’idea del primo cittadino di Alassio, che l’anno scorso per allontanare i clochard fece rimuovere alcune panchine dove questi avevano preso l’abitudine di soggiornare, è stata comunque bocciata dalla Regione.
Di recente è stato infatti approvato un piano che prevede per l’arenile di Alassio undici spiagge libere attrezzate, e quindi, tenute a mantenere libere da attrezzature a pagamento metà delle aree in concessione. (...)