Alba Adriatica, terzo rom cercato in tutta Italia

<p>
Si cerca in tutta Italia il terzo rom accusato dell'omicidio del commerciante trentasettenne Emanuele Fadani. Gli altri due, Danilo Levakovic e Sante
Spinelli, hanno passato la notte in carcere. Ieri sera la fiaccolata dei cittadini è sfociata in
una caccia al rom
</p>

Teramo - È ricercato in tutta Italia il terzo rom accusato del brutale omicidio del commerciante 37enne Emanuele Fadani, ucciso a botte ad Alba Adriatica, nel teramano. Sono in corso ricerche in tutta Italia con fotosegnalamento del soggetto, tutte le pattuglie dei comandi dell’arma sono state allertate così come le altre forze dell’ordine. Gli altri due rom accusati dell’omicidio, Danilo Levakovic e Sante Spinelli, hanno passato la notte nel carcere Castrogno di Teramo, in isolamento. Uno dei fermati è lo zio di uno dei minorenni che furono arrestati a Villa Rosa di Martinsicuro per l’omicidio del cameriere 23enne Antonio De Meo ad agosto. Ora sono in attesa di essere ascoltati dal gip del tribunale di Teramo Marina Tommolini, ma al pm dal sostituto procuratore Roberta D’Avolio, hanno negato ogni responsabilità, dicendo di non aver toccato fisicamente la vittima e scaricando tutta la responsabilità sul terzo rom ricercato, affermando che è stato solo lui a colpire.

L'autopsia Oggi è in programma l’autopsia sul corpo della vittima, per stabilire la causa del decesso, quanti colpi sono stati inferti, quale sia stato il colpo fatale, e l’eventuale arma impropria usata. Il commerciante infatti aveva profonde ferite alla testa, e potrebbe essere stato colpito anche con un corpo contundente, ma sul luogo del pestaggio non è stato ritrovato. Il socio di Fadani, che era con la vittima, è stato sorpreso alle spalle e picchiato, ed è ancora sotto shock . Ma secondo gli investigatori non ci sono comunque dubbi che tutti e tre i nomadi - pluripregiudicati per reati predatori, droga e lesioni - si sono accaniti sulla vittima.

Omicidio volontario L’accusa nel decreto di custodia cautelare firmato per tutti e tre è omicidio volontario in concorso aggravato dai futili motivi. Non si sa ancora quale sia stata la scintilla o la parola di troppo che ha scatenato la violenza: Fadani era andato nel pub Black Out per un caffè con il suo collaboratore, con il quale da lì a poco sarebbe partito pe Imola per una consegna. Anche i tre nomadi erano dentro il locale, ubriachi. Escono, per caso, tutti insieme, e scatta la scintilla, i calci i pugni. Fadani si accascia sulla strada, viale Mazzini, di fronte a casa del fratello, muore durante il trasporto in ospedale. I due rom arrestati sono stati trasferiti ieri sera nel carcere Castrogno di Teramo proprio mentre davanti alla caserma dove erano stati portati infuriava la protesta: doveva essere una fiaccolata per la vittima ma la rabbia ha preso il sopravvento e sono scoppiati i disordini.

La fiaccolata Circa 300 persone cittadini di Alba adriatica si sono raggruppati davanti alla caserma dei carabinieri urlando all’indirizzo dei rom, poi si sono spostati nella zona nord della cittadina dove c’è sono concentrate le abitazioni delle famiglie rom. E qui - spiegano i militari - c’è stato un lancio di sassi che ha infranto le finestre di due case, una in via Basile, l’altra in via Cesare Battisti, alcuni cassonetti sono stati rovesciati e anche alcune auto, due delle quali sono state ribaltate. Non ci sono indagati al momento, ma sono al vaglio dei filmati si sta cercando di individuare gli eventuali autori intolleranza. E questa mattina invece la comunità rom ha protestato davanti al comune, sottolineando che i rom non sono ’una razzà e non tutti sono assassini, e denunciando la mancanza di integrazione. Ad Alba Adriatica, su una popolazione di circa 130mila persone , ci sono 8-9 famiglie rom, la maggior parte concentrate nella zona nord della città.

L'invito della polizia E sempre questa mattina nella caserma Isaia Ceci, sede del comando compagnia dei Carabinieri di Alba Adriatica, le forze dell’ordine hanno invitato la popolazione a mantenere la calma perché - hanno sottolineato, il colonnello Antonio Salemme, comandante provinciale Teramo, e il capitano dei carabinieri di Alba Pompeo Quagliozzi - la violenza porta altra violenza, e la spirale va interrotta. Ma l’omicidio Fadani sembra la fotocopia di quello del cameriere 23enne, avvenute pochi mesi fa nella zona, a Villarosa, e la situazione ora è esplosiva.