Albanesi uccisi per il controllo dello spaccio: in cella 2 fratelli

Gli investigatori sono partiti dalle dichiarazioni di alcuni testimoni che aveva visto gli assassini in sella a un Mbk Flipper 50 con il fanale rotto

Odiavano quegli albanesi sia perché si erano messi in concorrenza per la spaccio di droga, sia perché avevano un comportamento criminale troppo sfacciato e avrebbero potuto attirare l'attenzione dei carabinieri. Così li hanno attesi fuori dal bar dove erano soliti passare la serata e li hanno falciati a colpiti di fucile e pistola.

L'altro giorno i carabinieri sono venuti a capo del delitto, arrestando i fratelli Maurizio e Mattia Archinito, di 22 e 19 anni. La sera del 16 novembre dell'anno scorso i due avevano atteso Alban Mehda, 27 anni fuori dal bar «La Gioconda» in centro ad Abbiategrasso e gli avevano scaricato contro due colpi di fucile e due di pistola.

Attirato dagli spari era accorso lo zio Ndue Bruka, 51 anni, uscito poco prima del nipote, anche lui subito freddato. Gli investigatori sono partiti dalle dichiarazioni di alcuni testimoni che aveva visto gli assassini in sella a un Mbk Flipper 50 con il fanale rotto. Da lì i carabinieri sono risaliti ai fratelli, a cui sono stati sequestrai cinque fucili, tra cui il «canne mozze» usato nell'esecuzione.