Albania, esplode deposito di armi: è strage

Il governo di Tirana parla di "almeno 5 morti". Ma si teme un numero maggiore di vittime, tra queste anche dei soldati americani. Almeno 200 i feriti. Altre 25 persone sono rimaste intrappolate per ore in un tunnel dove si erano rifugiate

Tirana - Una scintilla, forse è stata solo una scintilla: poi una prima esplosione, il fumo, un incendio e infine una palla di fuoco che si solleva verso il cielo come un mini fungo atomico, con un boato così potente da essere udito a 50 chilometri di distanza. E' saltato in aria così, alle 12:15 di oggi (ora locale e italiana), un deposito di munizioni a Gerdec, sulla collina di Vore, minuscolo villaggio a 15 chilometri da Tirana, la capitale albanese. Il bilancio della deflagrazione, cui sono seguite per ore altre esplosioni minori, è tuttora incerto: finora sono cinque i morti estratti dalle macerie del deposito che è crollato, e oltre 200 i feriti trasportati in ospedale, ma si tratta di cifre provvisorie.

Enorme quantità di munizioni "L'esplosione potrebbe aver provocato un grande numero di vittime", ha dichiarato il premier Sali Berisha spiegando che nel deposito "c'é una enorme quantità di munizioni". In serata il governo ha annunciato che nel deposito stavano lavorando almeno 110 persone, tutti assunti da una società specializzata incaricata dal ministero della Difesa albanese di disattivare vecchie munizioni. "Molti sono riusciti a scappare nell'intervallo fra la prima e la seconda esplosione - ha affermato un portavoce del governo - ma ancora non si può fare un bilancio esatto".

Le munizioni continuano a esplodere Il problema è che le unità di soccorso della polizia e dell'esercito, a oltre sette ore dall'incidente, non sono riuscite ancora a ispezionare a fondo la zona a causa delle esplosioni che si susseguono. "Non possiamo avvicinarci perché le munizioni continuano a esplodere, lanciando intorno migliaia di proiettili vaganti come una pioggia impazzita di piombo incandescente", racconta all'ANSA uno dei soccorritori. Almeno 25 persone avevano trovato rifugio in un tunnel che si trova nelle vicinanze del deposito: solo verso le 18:30 sono stati raggiunti dalle unità di soccorso e portati in salvo.

Onda d'urto per chilometri Osservando dall'alto di una collina adiacente, si capisce come l'esplosione abbia investito una zona vastissima raggiungendo con l'onda d'urto centinaia di abitazioni distanti anche alcuni chilometri: case senza tetto, vetri rotti, muri crollati. Gli abitanti della zona sono in preda al panico: donne in lacrime che cercano i loro bambini dispersi o familiari fuggiti per la paura e dei quali hanno poi perso le tracce. Il boato ha raggiunto anche l'aeroporto internazionale 'Madre Teresa' che dista oltre 15 chilometri dal deposito esploso e dove alcuni vetri sono andati in frantumi: lo scalo è stato chiuso al traffico per oltre mezzora. Evacuato da tecnici e concorrenti anche uno studio televisivo dove si sta svolgendo la versione albanese del Grande Fratello. Il governo ha messo a disposizione degli evacuati due strutture alberghiere a Durazzo normalmente utilizzate come colonie estive da esercito e polizia. Ma in tanti trascorreranno la notte presso gli ospedali dove continuano ad arrivare altri feriti, e dove i corridoi continuano ad essere cosparsi da macchie di sangue.

Gravi 14 ustionati "Almeno 14 feriti sono in gravi condizioni a causa delle ustioni", ha detto il ministro della Sanità Nard Ndoka. Tra loro anche una bambina di due anni raggiunta da due pallottole vaganti. L'Italia, la Grecia ed altri paesi si sono offerti di aiutare le autorità albanesi per l'evacuazione dei feriti, decine di cittadini in diverse città dell'Albania si sono offerti di donare sangue. Questa di oggi potrebbe essere considerata una tragedia annunciata. In tutta l'Albania ci sono almeno 100.000 tonnellate di armi e munizioni ereditati dal regime comunista e che devono essere disattivate. Custodite spesso in condizioni precarie in decine di depositi sparsi in tutto il paese, rappresentano un pericolo permanente. Nel 1997, durante l'insurrezione popolare che portò al saccheggio di molti di questi depositi, un magazzino dell'esercito saltò in aria nel nord del paese provocando numerose vittime. Due anni fa un incidente analogo avvenne in un magazzino di munizioni a Tepelene, nel sud, e vi morirono due ufficiali.