Albaro fa la rivolta contro la nuova «Diga»

Francesco Gambaro

Per alcuni è già diventata la «Diga» di Albaro, per altri il «Biscione», per tutti resta un'opera che non s'ha da fare, né domani, né mai. Sta suscitando forti reazioni negli abitanti di via Parodi e dintorni, il nuovo complesso residenziale che dovrebbe sorgere nell'area racchiusa tra via Jenner, via Camilla e via Puggia: due fabbricati, uno (a schiera) su tre piani e l'altro su quattro, con 27 appartamenti e un'ottantina di box. Il progetto è stato redatto dagli architetti Vittorio Grattarola e Paolo Bandini per conto della F.S.I, (Finanza sviluppo immobiliare), che ha chiesto di portarlo in Conferenza dei servizi il 5 giugno scorso. Trattasi, in realtà, della seconda ipotesi progettuale presentata negli ultimi due anni sullo spicchio di terra compreso tra via Puggia e via Camilla.
La prima venne bocciata dal parlamentino Medio - Levante e dal Comune perché «tre palazzine di cinque piani ciascuna avrebbero avuto sul quartiere un impatto troppo pesante». Neppure il tempo per i residenti di esultare dopo lo stop intimato al progetto, che ne è subito spuntato un altro, dietro al quale i soliti bene informati scorgono l'ombra di Mario Giacomazzi. Sia come sia, il nuovo complesso edilizio, già apprezzato dall'assessore all'Urbanistica Gabrielli «perché prevede una riduzione della superficie residenziale di circa il 30 per cento», non convince affatto gli abitanti, che l'altra sera hanno manifestato il loro disappunto in circoscrizione. L'avvocato Francesco Daneri ha consegnato ai capigruppo alcune copie dell'opposizione al progetto. Nel dettaglio: «L'attuale P.u.c. (piano urbanistico comunale) per noi non ha valenza e ciò in relazione ai giudizi pendenti presso il T.a.r. Liguria». In buona sostanza, il comitato contesta l'ormai celebre norma, che autorizza il trasferimento di edifici da un quartiere all'altro della città, «pur essendo totalmente diversi per tipologia, destinazione e valore». E la nuova volumetria - insiste Daneri - mantiene dimensioni invasive e prorompenti, assolutamente incompatibili con via Camilla, via San Luca e via Puggia, strade di particolare interesse paesaggistico, dove il transito delle auto diventerebbe impossibile. Contestato anche l'assessore Merella quando parla «di intervento modesto con 12 unità abitative». «Mica vero», tuona il comitato: «Trattasi di 27 alloggi da costruire». Mentre la riduzione della superficie residenziale sarebbe del 20 per cento, e non del 30. Infine, l'altezza dei nuovi fabbricati, «che rispetto al livello del mare, non diminuisce per nulla, essendo pari a 74,50 metri in un caso e 77,45 nell'altro».