Albaro in piazza contro i bulli del quartiere

Devastati gli specchietti retrovisori delle auto, lancio di petardi, scritte sui muri, rovesciati i cassonetti

Francesco Gambaro

Alla fine sono stati di parola. Medici, avvocati, casalinghe, pensionati, tutti insieme appassionatamente «per gridare basta alle scorribande di moto sulle strade, agli atti di vandalismo contro le nostre auto, agli insulti e alla maleducazione dei soliti noti». Insomma, Albaro ha perso definitivamente la pazienza, soprattutto gli abitanti di via della Sirena, la strada che fa da cerniera tra piazza Leonardo da Vinci e via Righetti, pochi metri da corso Italia. Proprio in via Righetti, l'altra sera, cinquanta albarini furibondi si sono dati appuntamento, per manifestare in modo plateale il loro dissenso contro le bande di ragazzini, che da tempo imperversano nella zona.
Pochi minuti prima delle 20, guidati da Beppe Damasio, consigliere di «Momento Liberale» per il parlamentino Medio - Levante, sono scesi in strada, e hanno attraversato più volte le strisce pedonali, impedendo il transito delle auto dirette a levante e nella direzione opposta. Alle automobili ferme in coda, Damasio e gli altri consiglieri di maggioranza distribuivano i volantini stampati nei giorni scorsi, coi quali si chiede al sindaco Pericu «più rispetto e un sostegno concreto alle decisioni della circoscrizione». Nel dettaglio: messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali di via Righetti, illuminazione degli stessi, riasfaltatura dei marciapiedi, installazione di dissuasori e limiti di velocità a 30 km in via Capellini e via della Sirena.
E ancora: più controlli da parte della polizia municipale nei confronti dei «bulletti del quartierino». Sono loro la vera spina nel fianco dei residenti, un gruppo di 40 ragazzi circa, tra i 15 e i 17 anni, che si ritrova ogni pomeriggio in via della Sirena. C'erano anche mercoledì sera. Puntuali come un orologio, alle 19.30, mentre i cittadini occupavano pacificamente la strada, loro srotolovano un lungo striscione bianco, tanto furbo quanto conciliante: «Siete stati giovani anche voi!». Ma gli abitanti di via della Sirena non avevano molta voglia di conciliare. Dopo essersi spesso ritrovati con specchietti delle auto divelti e cofani «bombardati» dai petardi, mercoledì si sono sentiti presi in giro e hanno rimosso il drappo, giudicandolo provocatorio. Sul posto sono intervenuti i vigili, e una pattuglia della polizia, che ha preso le generalità di ciascun ragazzo. Pare non sia la prima volta. Lo ammettono anche loro: «In passato sono già venuti un sacco di volte, ci fanno sempre le stesse domande». Già. Il problema è che anche le risposte sono sempre le stesse. «Troppo veloci con le moto? Noi gare non ne facciamo». E uno. «Scritte sui muri? Ma se ci sono da 20 anni». E due. «Bidoni della spazzatura buttati per terra? Mai!». E tre. Il nome della compagnia non è un inno all'originalità: «V.d.s.», ovvero via della Sirena. Loro si difendono dicendo che «anche i nostri genitori venivano qui». Forse, però, i loro genitori non sfasciavano specchietti come pacchi di Natale, non lanciavano fumogeni sui cofani delle macchine, non rovesciavano per terra i cassonetti della rumenta.
Già, la rumenta. Bisognerà che qualcuno dica all'Amiu di fare due passi da queste parti, se non li ha già fatti, arrendendosi poi all'evidenza: lattine, sacchetti di nylon, caschi (!), cartoni della pizza, vasi di terra, vetri di bottiglie. Non si contano gli esposti presentati dagli abitanti alla Procura della Repubblica. Il primo risale al 2004. Già allora Giovanna Dapassano, pensionata, scriveva «che quei ragazzi occupano l'intera sede stradale con le loro moto, non rispettano mai lo stop, imboccano via San Giuliano contro senso, insultano i passanti e compiono atti di vandalismo».
Due anni dopo la situazione non è granchè migliorata. Anzi.